La campana ha suonato e ha ricordato più di mille nomi: quelli delle vittime di pedofilia nel clero, registrati in Italia dal 2000 a oggi. È accaduto a Savona, in piazza Sisto IV, dove giovedì 8 gennaio la Rete L’Abuso insieme all’Uaar (Unione degli atei e degli agnostici razionalisti) ha dato vita al flashmob “Per chi suona la campana” per ricordare le vittime di abusi della chiesa.

I rintocchi sono arrivati in risposta all’iniziativa della diocesi di Sanremo della Campana dei bambini non nati, che dal 28 dicembre scorso suona ogni giorno alle 20 contro l’aborto. Una scelta che ha sollevato un acceso dibattito politico, riaprendo questioni legate all’autodeterminazione delle donne, alla colpevolizzazione di queste ultime, alla laicità dello spazio pubblico e al ruolo della chiesa nel discorso politico e morale. In Italia l’interruzione volontaria di gravidanza è garantita dalla legge 194 da quasi 48 anni.

Ma non basta a rendere l’aborto accessibile alle donne che, nel nostro paese, sono costrette a un vero e proprio calvario prima di poter decidere in autonomia. Lo hanno ribadito le quaranta firmatarie di Sanremo che hanno presentato un manifesto contro il vescovo della città ligure, Antonio Suetta, promotore dell’iniziativa.

L’iniziativa

«Attaccare l’aborto è una scelta che ha un chiaro significato politico», dichiara Francesco Zanardi, presidente della Rete L’Abuso e organizzatore del flashmob a Savona. «Chi sostiene di farlo in nome della tutela della vita dovrebbe essere coerente fino in fondo. La vita andrebbe difesa sempre, non solo quando è funzionale a una battaglia ideologica. Il contrasto che vogliamo evidenziare è proprio questo: si invoca la sacralità della vita, ma poi, quando i bambini vengono stuprati da esponenti religiosi, quelle stesse istituzioni non vogliono più ascoltarli».

A ogni rintocco di campana, a Savona sono stati i letti alcuni dei nomi e delle storie delle 1.162 vittime di abusi e molestie da parte della Chiesa. In Liguria, i casi censiti sono 70: 15 a Genova, 24 a Imperia, 10 a La Spezia e 21 a Savona. In 51 situazioni non si è mai arrivati a un procedimento nella giustizia ordinaria. «C’è Alessandro, entrato in seminario a dieci anni con una fede sincera, distrutto da un seminarista “anziano” protetto dai vertici», legge Zanardi.

«C’è Samir, nella comunità per minori di via Manzoni a Savona, dove le porte delle camere erano state tolte per facilitare gli abusi. C’è Mirko, stuprato in tenda durante una gita parrocchiale, che oggi porta sul petto un rosario tatuato con una lametta al posto della croce. C’è Erik, tolto a un padre violento e affidato a un prete che lo era altrettanto. Poi Sara, Paolo, Luis Mario, abusato in una missione all’estero e ignorato dalla chiesa anche dopo la denuncia». Racconti diversi, vicini nella dinamica: il silenzio, la protezione dei responsabili, l’isolamento delle vittime.

I numeri in Italia 

A livello nazionale, su circa 31mila sacerdoti attualmente in attività, in base ai dati forniti dalla Rete, 1164 sono stati denunciati per abusi dal 2000 al 2025. Le condanne definitive sono 157, ottenute esclusivamente attraverso i tribunali civili. «Sull’aborto solo la donna può decidere», continua Zanardi. «È una decisione che dev’essere libera anche da violenze psicologiche come quella esercitata da iniziative come la campana di Sanremo. Immaginate come possa sentirsi una donna, magari credente, che vorrebbe abortire. Su questi temi la chiesa la troviamo puntualmente contro la legge.

Perché si definisce omicidio una scelta riconosciuta dal diritto, mentre si tace sull’“omicidio psichico” subito da chi ha vissuto la violenza. Dove sarebbe necessaria la denuncia, come nei casi di abuso, la chiesa invece scompare. È in questo scarto che viene meno il valore che l’istituzione religiosa dice di attribuire alla vita umana. I bambini e le bambine vittime di abusi all’interno della chiesa hanno meno diritto di essere tutelati?».

Una domanda che appare scontata nella risposta ma che nei procedimenti, soprattutto canonici, lascia ancora spazio a molti interrogativi.

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