FIRENZE - Oltre 200 detenuti, praticamente la metà dei reclusi delle sezioni maschili del carcere fiorentino di Sollicciano, saranno trasferiti su ordine del gip del tribunale di Firenze che ha sequestrato ben sette sezioni del fatiscente carcere toscano. Il provvedimento del gip ha accolto la richiesta della procura al termine di un’indagine condotta dalla sostituta procuratrice Christine Von Bories.

L’indagine è nata da una serie di ricorsi presentati ai magistrati di sorveglianza da alcuni detenuti riguardo alle condizioni igienico sanitarie delle celle e degli spazi comuni. Complessivamente al giudice di sorveglianza sono arrivati oltre 300 ricorsi. Le condizioni denunciate dai detenuti, attraverso i loro legali, raccontano una realtà drammatica. Dentro le celle si soffoca in estate e si gela in inverno, l’acqua spesso manca e in moltissime celle non arriva quella calda. Se manca quella per lavarsi, ve ne è fin troppa che filtra dai muri, provocando persino l’allagamento di alcune celle. Per non parlare della presenza di sporcizia e parassiti, che hanno provocato anche patologie in alcuni detenuti.

I ricorsi dei detenuti

Molti di questi ricorsi avevano portato a importanti riduzioni dei periodi di detenzione, proprio a causa delle drammatiche condizioni di vita all’interno della struttura carceraria fiorentina, una situazione che era arrivata anche davanti alla Corte costituzionale che si pronuncerà a settembre. Il presidente del tribunale di sorveglianza aveva sollevato infatti la questione di legittimità costituzionale, accogliendo il ricorso del legale di un detenuto che chiedeva che venisse imposto il rispetto della dignità del suo assistito.

Le indagini condotte dalla mobile di Firenze, dalla Guardia di finanza e dal Dipartimento di prevenzione della ASL, hanno raccolto elementi inconfutabili che raccontano una serie di violazioni gravissime, sia riguardo alla pulizia che alla sicurezza dei detenuti e del personale della polizia penitenziaria che lavora nella casa circondariale fiorentina. Elementi, supportati anche da tante testimonianze raccolte dai magistrati, che hanno portando la procura a chiedere e ottenere il sequestro delle sezioni 1, 2 e 7 del reparto giudiziario maschile e delle sezioni 9, 10 e 12 del reparto penale maschile e infine della sezione "Accoglienza".

Il provvedimento, emesso dal tribunale di Firenze, è il primo che vede il sequestro di una parte importante di un carcere per le sue condizioni di invivibilità. Si ricorda solo un altro sequestro che riguardava una porzione di carcere. Era avvenuto nel carcere romano di Regina Coeli, dove però c’era stato un crollo.

«Condizioni inaccettabili»

«È un atto inedito - dice il Garante dei diritti dei detenuti toscani, Giuseppe Fanfani - in tanti anni di avvocatura non avevo mai visto un fatto simile e va reso merito ai magistrati dalla procura alla sorveglianza, perché hanno messo il dito in una piaga a tutti evidente, sollecitando una soluzione».

«Un carcere che andrebbe abbattuto e ricostruito di sana pianta, perché le condizioni al suo interno sono disumane ed intollerabili», sostiene la sindaca di Firenze, Sara Funaro. «Quando si arriva ad un provvedimento come quello adottato dai magistrati – dice il sindaco - vuol dire che la situazione è arrivata oltre il limite».

A confermare le condizioni inaccettabili del carcere fiorentino sono anche i dati drammatici degli atti di autolesionismo all’interno della casa circondariale e soprattutto i suicidi. Nel 2025 a Sollicciano quattro detenuti si sono tolti la vita e un altro caso si è verificato il 29 gennaio di quest’anno. «Un intervento ormai inevitabile - secondo il segretario nazionale del sindacato della polizia penitenziaria Sappe - da tempo vengono denunciate condizioni che non rispettano minimamente gli standard minimi né come luogo di detenzione né, ancor più, come luogo di lavoro per il personale di polizia penitenziaria. Queste criticità come sindacato le denunciamo da anni».

A viale Arenula gli allarmi per anni sono però rimasti inascoltati. Non si è andati oltre le frasi di circostanza e impegni che restavano lettera morta. Alcuni mesi fa il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (Dap) aveva reso noto che erano stati finanziati interventi di «complessiva riqualificazione» per circa 9 milioni di euro. La progettazione sarebbe stata aggiudicata il 15 maggio scorso. Insomma tutto con molta calma. La magistratura è arrivata prima.

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