Non una bottiglia né un sasso, come ipotizzato nelle prime ore e in alcune ricostruzioni iniziali poi risultate errate: a colpire alla testa il tifoso Marco Leonardo Basoccu sarebbe stato invece un lacrimogeno in dotazione alla polizia di stato, definito negli atti come «corpo contundente ad alta velocità». È questa la ricostruzione della procura di Torino, che ha chiesto gli arresti domiciliari per un agente del reparto mobile, accusato di aver sparato ad altezza uomo durante i disordini precedenti il derby Torino-Juventus del 24 maggio scorso. Una modalità che, secondo l’accusa, sarebbe stata in contrasto con le direttive sull’uso dei dispositivi di ordine pubblico.

Il poliziotto, contestato per lesioni aggravate, è stato sentito venerdì 3 luglio dal giudice nell’interrogatorio preventivo previsto dalla riforma Nordio, passaggio necessario prima di un’eventuale misura cautelare. La decisione del gip è attesa nei prossimi giorni. Basoccu, commercialista a Milano arrivato allo stadio con un pullman del gruppo ultras Viking, era rimasto in coma indotto per diversi giorni dopo un intervento alla calotta cranica ed era stato dimesso il 9 giugno dalle Molinette.

Secondo le indagini, sarebbe stato colpito dall’involucro metallico del lacrimogeno, che non si sarebbe aperto correttamente liberando le componenti interne a causa della distanza ridotta e della traiettoria orizzontale.

I filmati

La procura ha depositato due video considerati centrali per l’identificazione dell’indagato. Le indagini della squadra mobile hanno raccolto e analizzato decine di immagini provenienti da droni della Digos e sistemi di videosorveglianza pubblici e privati. Il ferimento è avvenuto nel pieno degli scontri, intorno alle 17.30, quando il corteo degli ultras bianconeri partito da Mirafiori ha raggiunto l’area sud dello stadio, innescando l’assalto al gruppo del tifo organizzato granata confinato in via Filadelfia. In quel contesto le forze dell’ordine hanno utilizzato oltre 130 lacrimogeni per contenere le violenze, nella maggior parte dei casi secondo le procedure corrette, con traiettoria “a campanile”.

C’è «un quadro indiziario grave per il tragico ferimento del tifoso juventino in occasione del derby del 24 maggio scorso, a carico di un operatore di polizia in forza al V reparto mobile di Torino, in servizio di ordine pubblico in quella circostanza». Così il procuratore di Torino, Giovanni Bombardieri, in una nota relativa alla richiesta di arresti domiciliari. Il ferimento, si legge ancora, sarebbe riconducibile alla «esplosione di un lacrimogeno lanciato, in maniera non conforme alle modalità previste, dall’operatore della polizia di stato incurante delle possibili gravissime conseguenze».

Per arrivare all’identificazione dell’agente, il procuratore sottolinea come siano state decisive «l'analisi di un'enorme mole di immagini, acquisite da impianti di videosorveglianza pubblica e privata nonché da droni utilizzati per finalità di ordine pubblico, attraverso la raccolta di numerose testimonianze, specie di diversi operatori della polizia di stato presenti sul posto, ed il supporto di consulenze tecniche».

Bombardieri parla inoltre di una «attenta e minuziosa ricostruzione dei fatti, operata con grande professionalità e senza risparmio di energie dalla squadra mobile di Torino coordinata da questa procura della Repubblica».

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