Nuovo giorno di combattimenti in Ucraina. Domani segue le notizie della giornata con un liveblog costantemente aggiornato.

Cosa c’è da sapere

  • Il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez e la prima ministra danese Mette Frederiksen sono appena arrivati a Kiev in una visita a sorpresa.
  • Il presidente della Banca Mondiale David Malpass ha detto che la crisi dei prezzi dei generi alimentari causata dalla guerra può provocare una «catastrofe».
  • Gli ucraini dicono che sono disposti a negoziare «senza condizioni» per mettere in salvo le persone bloccate nella città di Mariupol.
  • Putin ha ordinato di non dare l’assalto all’acciaieria Azovstal di Mariupol, dove sono trincerati gli ultimi difensori ucraini della città, ma di metterlo sotto assedio.

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19.00 – Dopo che un consigliere del sindaco di Mariupol aveva parlato di fosse comuni scavate dai russi nei pressi della città assediata, alcune foto satellitari mostrano la realizzazione di una fossa lunga circa 300 metri.


18.45 – Il “caffè sospeso” in versione Ucraina: ogi post it rosa è una bevanda o un dessert pagato da qualcuno che un militare o un membro della difesa territoriale può prendere liberamente.


18.20 – Secondo le previsioni del tempo, domani dovrebbe essere uno degli ultimi giorni di pioggia in Ucraina. Si avvicina la fine della stagione del disgelo primaverile, la cosiddetta rasputitsa, che trasforma strade e campi in distese di fango. Spostamenti e operazioni militari dovrebbero risultare più facili dai prossimi giorni.


17.38 – La Russia ha emanato un nuovo pacchetto di sanzioni contro 29 funzionari tra imprenditori e giornalisti americani. In questa lista rientrano anche la vicepresidente Kamala Harris, suo marito, e l’amministratore delegato di Meta, Mark Zuckerberg. Altre sanzioni hanno preso di mira 61 cittadini canadesi.


17.15 – L’acciaieria Azovstal sarebbe stata «bombardata in questo momento, nonostante il fatto che Putin abbia detto che avrebbe annullato l'assalto all'impianto», ha detto uno dei consiglieri del sindaco di Mariupol.


16.38 – Joe Biden ha annunciato anche altri 500 milioni di dollari per aiutare i rifugiati ucraini. «Putin non vincerà ma in Ucraina, non riuscirà mai ad occuparla del tutto», ha detto il presidente degli Stati Uniti.


16.20 – Il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, ha annunciato lo stanziamento di altri 800 milioni di dollari in aiuti militari verso l’Ucraina. Complessivamente, Washington ha stanziato circa 3,4 miliardi in favore di Kiev.


15.12 – Sono oltre cinque milioni i profughi ucraini che hanno lasciato il paese per via della guerra scoppiata lo scorso 24 febbraio.


14.40 – Secondo quanto riporta il Guardian la Russia ha chiuso le sedi dei consolati delle repubbliche Baltiche (Estonia, Lettonia, Lituania) a San Pietroburgo.

Il ministero degli Esteri russo ha detto che la decisione è stata presa «sulla base del principio di reciprocità, così come tenendo conto della fornitura da parte delle autorità di questi paesi di assistenza militare al regime (di Kiev) e la copertura dei crimini dei nazionalisti ucraini contro la popolazione civile del Donbass e dell’Ucraina». Tutti i dipendenti e il personale diplomatico deve lasciare il paese dopo che sono state dichiarate «persone non grate».


14.13 – Elvira Nabiullina è stata riconfermata a capo della Banca centrale russa che dirige dal 2013.


13.54 – Il video pubblicato dal premier spagnolo Pedro Sanchez in visita a Kiev:


13.30 – Il premier britannico Boris Johnson è volato in India per incontrare il suo omologo Nerandra Modi e farlo desistere dal supportare la Russia nella guerra in Ucraina.


13.00 – Il Regno Unito ha esteso le sue sanzioni anche contro quattro ufficiali delle forze armate russe, un vicedirettore del Fsb e 18 tra individui e aziende. Tra i sanzionati ci sarebbe anche Azatbek Omurbekov, il presunto comandante della brigata russa che avrebbe commesso il massacro di Bucha.


12.20 – Tra le città sulla linea del fronte c’è ancora Kharkiv, la seconda per abitanti dopo Kiev. Oggi, il sindaco ha detto che ci sono stati quindici diversi attacchi in città e almeno cinque persone sono morte. Mentre Kiev, Cherniv e Sumy sono state abbandonate dall’esercito russo, Kharkiv rimane ai bordi della nuova zona di operazioni militari in Donbass e quindi continua a essere coinvolta in bombardamenti e attacchi.


11.53 – Secondo il consigliere del presidente ucraino Zelensky Mykhailo Podolyak, il conflitto in Ucraina potrebbe terminare con un incontro diretto tra Zelensky e Putin, ma prima che questo possa avvenire bisognerà vedere come evolverà l’offensiva russa in Donbass. Podolyak dice di essere convinto che l’Ucraina ha buone possibilità di resistere, consentendo così a Zelensky di arrivare ai negoziati da una posizione di forza.


11.20 – Nel frattempo continuano i combattimenti nel Donbass, la regione dell’Ucraina orientale dove i russi hanno concentrato le forze per un nuovo attacco. Secondo gli ucraini, la grande offensiva è già iniziata, mentre il Pentagono americano ritiene che siamo ancora nella fase preparatoria. Ci sono comunque continui combattimenti in cittadine come Poposna e in direzione di Kramatorsk, il più importante snodo ferroviario della regione. Al momento, i russi non avrebbero ancora ottenuto particolari successi.


10.45 – Mariupol è sostanzialmente caduta. Negoziati tra ucraini e russi sono in corso per portare alla liberazione dei soldati ucraini asserragliati nell’acciaieria, l’ultimo edificio che controllano in città. 


10.25 – Anche se Putin ha fermato l’ultimo assalto su Mariupol, ci sono comunque diversi obiettivi propagandistici che potrebbero essere rivendicati in caso di caduta della città, come ricorda l’esperto militare Rob Lee. Mariupol è la base degli ultranazionalisti del reggimento Azov e dalla città si possono lanciare missili contro il Donbass occupato e contro la stessa Russia.


10.05 – Azovstal

Putin ha detto che sarebbe superfluo assaltare l’acciaieria Azovstal di Mariupol, dove alcune centinaia, forse migliaia, di difensori ucraini si sono trincerati per un’ultima resistenza. Si tratta di un impianto con una superficie di dieci chilometri quadrati, uno dei più importati dell’Ucraina. Secondo i russi, sotto l’impianto vero e proprio si estenderebbe una città parallela di tunnel e cunicoli. In realtà, i civili che si sono rifugiati nell’acciaieria e che poi sono riusciti a fuggire, descrivono un impianto industriale più prosaico, con scantinati trasformati in rifugi improvvisati. Ma non c’è dubbio che attaccarlo causerebbe altre perdite alle truppe russe, nonostante gli ucraini abbiano quasi esaurito cibo e munizione. Così, per risparmiare vite di «ufficiali e soldati», il presidente russo ha ordinato di mettere l’impianto sotto assedio, probabilmente anche per capitalizzare quella che ritiene l’inevitabile resa dei suoi difensori.


9.36 – I primi ministri di Spagna e Danimarca a Kiev.


9.25 – Nel corso di uno scambio con il ministro della Difesa Shoigu, Putin ha detto di non dare l’assalto alla fabbrica di Mariupol dove si trova gli ultimi difensori della città, poiché sarebbe uno spreco, visto che i militari sono già tutti circondati. Shoigu ha parlato di circa duemila difensori.


9.00 – Il leader ceceno Ramzan Kadyrov ha detto che l’acciaieria Azovstal di Mariupol, dove sono asserragliati gli ultimi difensori ucraini della città, cadrà oggi, poco prima o poco dopo pranzo. Kadyrov al momento si troverebbe in Ucraina, non lontano dalla città di Kherson.

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