I feriti superano quota 4.300, tanti i connazionali che non stanno ancora rispondendo a chi li cerca, fa sapere la Farnesina. Distruzione totale nei centri sulla costa e a La Guaira, iniziano ad arrivare gli aiuti internazionali
Una corsa contro il tempo. I soccorsi venezuelani sono ancora alla ricerca di eventuali sopravvissuti intrappolati sotto le macerie che ha provocato il doppio sisma di giovedì notte. Attualmente, il conteggio di morti e feriti ha raggiunto un nuovo picco, destinato forse a non essere definitivo: il ministro della Salute Carlos Alvarado ha infatti palato di 235 morti e 4.300 feriti, oltre a quasi 50mila dispersi. Tra le vittime accertate figura anche un cittadino italiano. Risultano però ancora molte segnalazioni di connazionali che non rispondono, fa sapere la Farnesina.
Ci sono diversi fattori che stanno complicando la situazione: da un lato l’imbottigliamento, con tanti pazienti che arrivano in pronto soccorsi già sovraccarichi, cui si aggiunge la paralisi dei trasporti di emergenza, impossibilitati a garantire un triage tempestivo a causa delle arterie stradali interrotte e dei blackout diffusi. C’è anche un tema di gestione dell’enorme emergenza da parte delle autorità, con comunicazioni d'emergenza che procedono a singhiozzo e intere aree municipali isolate dal resto del paese.
A essere fatale per tanti venezuelani, la rapidità della sequenza sismica, che ha impedito alla popolazione di abbandonare le strutture abitative prima del collasso definitivo dei solai, intrappolando migliaia di nuclei familiari. La distruzione tocca vette pericolose soprattutto nei centri costieri, mentre a La Guaira i crolli continuano anche nel giorno successivo al doppio sisma.
I soccorsi
Intanto, c’è da organizzare l’aiuto internazionale: la presidente a interim Delcy Rodriguez sta mettendo a terra lo sbarco dei soccorritori. Oltre ad aiuti diretti, gli Stati Uniti stanno mobilitando 150 milioni di dollari in aiuti al Venezuela attraverso i propri partner, attingendo a 50 milioni di dollari di nuovi finanziamenti bilaterali destinati a partner sul campo. Sono anche state sospese alcune sanzioni in vigore contro il paese sudamericano fino al 23 ottobre.
Dall’Argentina stanno arrivando medici, tre aerei, due impianti di potabilizzazione, esperti in strutture crollate e quattro brigate di salvataggio, mentre il Messico ha inviato in Venezuela due aerei da trasporto strategico dell'Aeronautica con aiuti umanitari e personale specializzato per assistere le vittime dei terremoti di giovedì.
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