Una corsa contro il tempo. I soccorsi venezuelani sono ancora alla ricerca di eventuali sopravvissuti intrappolati sotto le macerie che ha provocato il doppio sisma di giovedì notte. Attualmente, il conteggio di morti e feriti ha raggiunto un nuovo picco, destinato forse a non essere definitivo: secondo quanto fa sapere il presidente dell'Assemblea Nazionale, Jorge Rodríguez, è salito a 920 il bilancio dei morti. Le persone ferite sarebbero almeno 2.980 aveva detto la presidente ad interim del Venezuela, Delcy Rodriguez, i dispersi quasi 50mila dispersi.

Tra le vittime ci sono anche 3 italo-venezuelani, 5 feriti e 35 dispersi, ha detto il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani durante un punto stampa a Dubrovnik, dove si trova in missione. Risultano però ancora molte segnalazioni di connazionali che non rispondono. Tajani ha anche aggiunto che le persone con cittadinanza italiana censite come residenti in Venezuela sono circa 150 mila.

Secondo l’Oim, l'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, sono circa 6,8 milioni le persone che sono state colpite dalle scosse di terremoto in Venezuela.

Inoltre, sono sono diversi fattori che stanno complicando la situazione: da un lato l’imbottigliamento, con tanti pazienti che arrivano in pronto soccorsi già sovraccarichi, cui si aggiunge la paralisi dei trasporti di emergenza, impossibilitati a garantire un triage tempestivo a causa delle arterie stradali interrotte e dei blackout diffusi. C’è anche un tema di gestione dell’enorme emergenza da parte delle autorità, con comunicazioni d'emergenza che procedono a singhiozzo e intere aree municipali isolate dal resto del paese.

A essere fatale per tanti venezuelani, la rapidità della sequenza sismica, che ha impedito alla popolazione di abbandonare le strutture abitative prima del collasso definitivo dei solai, intrappolando migliaia di nuclei familiari. La distruzione tocca vette pericolose soprattutto nei centri costieri, mentre a La Guaira i crolli continuano anche nel giorno successivo al doppio sisma. 

I soccorsi

Intanto, c’è da organizzare l’aiuto internazionale: la presidente a interim Delcy Rodriguez sta mettendo a terra lo sbarco dei soccorritori. Oltre ad aiuti diretti, gli Stati Uniti stanno mobilitando 150 milioni di dollari in aiuti al Venezuela attraverso i propri partner, attingendo a 50 milioni di dollari di nuovi finanziamenti bilaterali destinati a partner sul campo. Sono anche state sospese alcune sanzioni in vigore contro il paese sudamericano fino al 23 ottobre.

Dall’Argentina stanno arrivando medici, tre aerei, due impianti di potabilizzazione, esperti in strutture crollate e quattro brigate di salvataggio, mentre il Messico ha inviato in Venezuela due aerei da trasporto strategico dell'Aeronautica con aiuti umanitari e personale specializzato per assistere le vittime dei terremoti di giovedì.

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