- Questo articolo fa parte di In contraddittorio, la nostra newsletter sulla giustizia: ogni venerdì retroscena, analisi e commenti di avvocati, magistrati e accademici. Iscriviti qui
Dopo quello a Bolzano, un altro palazzo di giustizia ha subito un crollo. Il controsoffitto dell'aula bunker di piazza Filangieri a Milano è infatti crollato il 10 settembre, a causa della pioggia battente che ha colpito la città. Nell'aula si doveva celebrare il processo Hydra, sulla mafia in Lombardia, che è stato rinviato: quando giudici, pm e avvocati si sono presentati hanno trovato l'ingresso chiuso con tanto di cartello dei vigili del fuoco, che hanno constatato l'inagibilità. L'udienza è stata rimandata al 16 settembre nella maxi aula dell'assise d'appello al Palazzo di Giustizia.
"Il processo Hydra non subirà intoppi per l'nagibilità dell'aula a San Vittore. Le prossime tre udienze si svolgeranno a Palazzo di Giustizia il 16, 23 e il 30 settembre, poi il processo proseguirà nell'aula bunker di Opera", ha fatto sapere il presidente del Tribunale Fabio Roia.
l’anm
Sulla questione è intervenuta l'Anm con una dura nota, parlando di crollo che "non è un fatto isolato, ma l'ennesimo segnale di un'emergenza strutturale che da anni attraversa l'edilizia giudiziaria italiana. Aule fatiscenti, infiltrazioni, impianti obsoleti, controsoffitti e intonaci che cedono, fino al dramma sfiorato a Bolzano poche settimane fa. Sono immagini che si ripetono, da nord a sud, nei tribunali di tutto il Paese, e che raccontano di un patrimonio edilizio lasciato progressivamente al degrado. Non si tratta di episodi imprevedibili, ma della conseguenza diretta di rinvii e mancanza di investimenti''.
La giunta ha chiesto un piano straordinario di edilizia giudiziaria: "Non è più possibile limitarsi a interventi tampone che si rivelano puntualmente insufficienti" e "non si può pretendere che la giurisdizione funzioni con efficienza se mancano le condizioni minime di sicurezza".
© Riproduzione riservata