L’outsider che ha scompaginato le carte per l’elezione dei togati in consiglio il 25 e 26 ottobre correrà “apparentato” ad altri quattro colleghi, tutti giudici di merito: sono Elisabetta Scolozzi, Annarita Donofrio, Giacomo Gasparini e Paolo Depalma
Il 25 settembre si è chiuso il termine per dichiarare i collegamenti tra candidati al Consiglio superiore della magistratura, le cui elezioni si svolgeranno il 25 e 26 ottobre.
Il sistema elettorale introdotto dalla legge Cartabia, infatti, prevede un correttivo che prevede l’assegnazione di cinque seggi attraverso il recupero proporzionale dei voti in un collegio unico nazionale “virtuale”. Dunque la somma dei voti dei candidati collegati può permettere di far scattare un seggio anche a chi non lo ha ottenuto con il meccanismo maggioritario.
Ecco perché l’attenzionato speciale su questo fronte è stato il candidato outsider Cosimo Ferri, già membro del Csm a 35 anni, uomo forte di Magistratura indipendente, parlamentare e sottosegretario, nonché tra i protagonisti dell’Hotel Champagne che poi produsse il cosiddetto caso Palamara. La sua candidatura da indipendente è arrivata come un fulmine improvviso su una campagna elettorale che vedeva contrapposte le correnti, riaprendo anche il dibattito intorno al caso che terremotò la magistratura nel maggio 2019.
Chi corre con Ferri
Infine, il gruppo di toghe “collegate” con Ferri è composta da quattro giudici e copre dunque tutti e quattro i collegi di merito. Nel primo collegio corre Elisabetta Scolozzi, giudice del tribunale di Belluno; nel secondo appunto Cosimo Ferri, attualmente consigliere della Corte d’appello di Roma; nel terzo Annarita Donofrio, consigliera della Corte d’appello di Bologna e Giacomo Gasparini, consigliere della Corte d’appello di Ancona; bel quarto Vicenzo Paolo Depalma, consigliere della Corte d’appello di Bari.
Questo significa che quella che dentro la magistratura già viene chiamata “lista Ferri” non esprime alcun nome per i due collegi dei pubblici ministeri e per il collegio nazionale di legittimità, che porta all’elezione dei due membri in quota Cassazione. In realtà questo non incide sull’ottenimento per Ferri di uno o più seggi proporzionali: il collegamento, infatti, rileva solo per i magistrati giudicanti di merito divisi nei quattro collegi, perché solo in questo bacino avviene la ripartizione dei cinque seggi proporzionali.
Probabilmente, la mossa di Ferri infastidirà soprattutto la corrente conservatrice di Magistratura indipendente: quella da cui proviene Ferri e a cui era iscritta anche Annarita Donofrio, di cui faceva parte anche Depalma, il quale ne è stato espulso proprio quando ha comunicato la sua decisione di correre da indipendente in competizione con il candidato individuato dal suo gruppo.
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