Non c'è pace per la geografia giudiziaria, soprattutto in Veneto dove sta ribollendo uno scontro molto duro tra diverse visioni della questione. Da una parte chi vuole l'apertura del tribunale della Pedemontana a Bassano del Grappa, dall'altra i contrari. Una divisione che si riverbera dagli ambenti giudiziari a quelli politici.

Sul tema è intervenuta in audizione alla Camera una voce tutt'altro che secondaria: quella dell'ex governatore e oggi presidente del Consiglio regionale Luca Zaia, che ha messo in luce quello che è il vero obiettivo retrostante l'apertura di una nuova sede di tribunale. Zaia ha detto che il Veneto è una delle regioni «più popolose e produttive d'Italia e registra una mole di contenzioso tra le più elevate del Paese. La Corte d'Appello di Venezia svolge un lavoro straordinario, con grande professionalità e dedizione» ma «credo sia opportuno avviare un confronto serio sull'istituzione di una seconda Corte d'Appello in Veneto, così da rafforzare ulteriormente il sistema giudiziario regionale».

Zaia è tornato anche sul tribunale della Pedemontana: «Non può più aspettare. Mi rivolgo direttamente al Parlamento e al Governo: è arrivato il momento di mettere a terra il progetto, indicando fatti concreti e tempi certi. L'edificio esiste già, è completato da anni, è costato circa 20 milioni di euro alle casse dello Stato e non è mai entrato in funzione. Lasciarlo ancora inutilizzato sarebbe incomprensibile. Il territorio ne ha bisogno e il Veneto è pronto a garantire il massimo supporto per renderlo finalmente operativo».

Il parere di Ocf

Anche l'Organismo congressuale forense è tornato a intervenire sul disegno di legge del Governo sulla geografia giudiziaria. Ocf ha espresso «la propria ferma contrarietà a qualsiasi nuova soppressione o accorpamento dei tribunali esistenti. L'esperienza della riforma del 2012 ha dimostrato che la concentrazione delle sedi non garantisce, di per sé, una maggiore efficienza». Fedele Moretti, il coordinatore di Ocf, ha detto che «servono tribunali adeguatamente organizzati, magistrati e personale amministrativo in numero sufficiente, investimenti nelle strutture e innovazione tecnologica. per questo Ocf guarda con favore alle posizioni unitarie espresse dalle rappresentanze forensi territoriali a sostegno dei tribunali rispondenti alle specificità storiche, geografiche e sociali delle comunità».

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