Per la decisione del governo protestano gli avvocati di Vicenza, Treviso e Padova. In consiglio regionale Forza Italia litiga con la Lega, ma il decreto che riapre l’ex tribunale di Bassano del Grappa, voluto dal sottosegretario Andrea Ostellari, è già stato approvato
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Un duro scontro si sta consumando in Veneto intorno alla riapertura del tribunale di Bassano del Grappa, ribattezzato della Pedemontana.
Contrari, e non da oggi, a questa nuova modifica della geografia giudiziaria sono i fori di Padova e Vicenza che - insieme a Treviso - vedrebbero ridotte le loro dimensioni in favore del nuovo tribunale di cui ancora non si conosce la disponibilità di organico sia amministrativo che togato, a fronte delle gravi scoperture degli altri tribunali della regione.
Il presidente degli avvocati di Vicenza, Alessandro Moscatelli, ha tenuto una conferenza stampa in cui ha spiegato che «non serve un ottavo tribunale in Veneto, mentre la scopertura di personale del Tribunale di Vicenza ha un carattere endemico» e «il tema della prossimità di servizio ai cittadini, a nostro avviso, rappresenta un falso problema. Ciò che conta davvero è garantire decisioni giuste, rese in tempi ragionevoli e con un elevato livello di qualità» E ancora, «l'accorpamento e la centralizzazione favoriscono la specializzazione sia degli avvocati sia dei magistrati, contribuendo così a un sistema giudiziario più efficiente e a decisioni di qualità superiore». Dello stesso avviso il presidente di Padova, Francesco Rossi: «A Padova, la scopertura del personale si attesta intorno al 30%" e dunque "fatichiamo a credere all'ipotesi secondo cui il nuovo tribunale della Pedemontana potrà contare su risorse aggiuntive. È difficile immaginare che vi siano nuove disponibilità di personale: con ogni probabilità, le risorse dovranno essere sottratte agli uffici già esistenti, facendo leva su presunti soprannumeri che, nella realtà, non esistono».
Addirittura oggi, 3 luglio, sindaci dell’alto vicentino, avvocati e magistrati si sono dati appuntamento sotto il tribunale di Vicenza per dire no alla riapertura di quello della Pedemontana che dividerebbe come competenza giudiziaria il territorio provinciale.
lo scontro in consiglio regionale
Lo scontro si è traslato anche in politica, con un botta e risposta dentro il centrodestra. A dare manforte ai due presidenti degli ordini si era mosso con una risoluzione il consigliere regionale di Forza Italia, Jacopo Maltauro, cui ha risposto duramente Morena Martini, consigliera della lista Stefani presidente: «Siamo stanchi di essere trattati a pesci in faccia da chi, evidentemente, parla senza aver nemmeno letto il dossier scientifico ed economico che ha incassato il via libera da parte del Governo. Le dichiarazioni di ieri del consigliere regionale di Forza Italia, Jacopo Maltauro, e di alcuni rappresentanti del foro di Vicenza e di Padova, non sono solo istituzionalmente scorrette, ma rappresentano un insulto a un intero territorio».
Martini, infatti, ha parlato di «cortocircuito di Forza Italia», che «sta compiendo un vero e proprio capolavoro di incoerenza: ha preso voti in tutta la Pedemontana e oggi, con una miopia politica disarmante, disconosce e tradisce i suoi stessi iscritti, i suoi amministratori e i consiglieri comunali azzurri che sul territorio spendono la faccia ogni giorno a favore di questo progetto».
Martini ha fatto capire che l'orientamento della regione Veneto e anche quello nazionale non sono destinati a cambiare: «Non arretreremo di un millimetro di fronte a queste imboscate politiche e corporative. Il progetto ha l'avallo del Governo, il mandato del territorio e il sostegno della Lega. Forza Italia chiarisca da che parte vuole stare: se con i cittadini e le imprese del Veneto o con le polemiche da corridoio».
cosa succede ora
Il progetto di riapertura del tribunale, chiuso nel 2012 con la riforma Severino, è stato già approvato in consiglio dei ministri e a seguire il dossier è il sottosegretario alla giustizia veneto della Lega, Andrea Ostellari, con l'obiettivo di decongestionare la macchina giudiziaria veneta.
Favorevoli al progetto sono 70 sindaci e l'appoggio è arrivato anche dalle categorie economiche della zona della Pedemontana. Ora il testo è in discussione in commissione Giustizia alla Camera, poi passerà al voto dell’aula.
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