In prossimità del rinnovo dei componenti del Consiglio superiore della magistratura, l’auspicio è quello di un organo di governo autonomo nel quale possano avere fiducia magistrati e cittadini, perché la giustizia è un bene comune, è uno dei pilastri fondamentali della democrazia ed è al servizio dei diritti e delle libertà di ogni individuo.

Un buon governo autonomo restituisce credibilità all’esterno perché dimostra trasparenza e responsabilità di azione. A tal fine è necessaria l’adozione di delibere coerenti con le fonti secondarie di riferimento.

cosa serve

É necessaria la revisione delle fonti regolamentari allo scopo di valorizzare criteri, nelle nomine dei dirigenti degli uffici, che riducano gli spazi di discrezionalità e privilegino il merito per impegno e risultati ottenuti nel concreto esercizio della giurisdizione.
É necessario valutare la professionalità dei magistrati dando conto della quantità e della qualità del lavoro svolto.

É indispensabile commisurare i carichi di lavoro alla capacità di risposta dei magistrati alla domanda di giustizia, benché la magistratura tutta si sia sino ad ora spesa, oltre ogni misura, per raggiungere gli obiettivi del Pnrr, in effetti raggiunti.

É importante che vi siano candidature autonome, previste per legge, e candidature che costituiscano espressione dei gruppi associati.

Pur censurabili e censurate dalla stessa magistratura le degenerazioni collegate alle c.d. correnti, occorre ribadire che i gruppi sono fonti di ricchezza nella loro fisiologia, in quanto rappresentativi di sensibilità culturali, giuridiche e programmatiche diverse.
Ciò che occorre ritrovare è la capacità di sintesi: l’interlocuzione e il confronto consentono il raggiungimento di risultati certamente migliori rispetto alla base di partenza.

Ecco, questo è il Csm che vorrei: il dibattito interno e la capacità di sintesi come superamento delle derive corporative senza annullare le differenze.

*Candidata di Unicost al Csm

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