Care lettrici, cari lettori

la settimana della giustizia è stata caratterizzata da un forte dibattito sul nuovo pacchetto Sicurezza varato dal governo, che contiene norme in materia di ordine pubblico.

Continua intanto la campagna elettorale per il referendum, che si sta facendo sempre più intensa ora che i partiti vi hanno preso ufficialmente parte. I più attivi sono Forza Italia e il Pd, che questa settimana con la segretaria Elly Schlein ha iniziato il suo “tour” nelle città italiane.

Come contributo al dibattito, questa settimana trova spazio il commento dell’avvocato Luigi Viola e Gianluca Ludovici sulle criptovalute in relazione al caso Corona.

cosa prevede il decreto Sicurezza

Dal fermo preventivo per le forze dell’ordine allo scudo per tutti i cittadini, con quello che dovrebbe essere un registro ad hoc diverso da quello delle notizie di reato in cui far finire i casi in cui ci possa essere stata legittima difesa, qui trovate tutte le misure del nuovo decreto Sicurezza.

Come funzionerà il sorteggio

Il ministro della Giustizia Carlo Nordio, a Radio 24, ha parlato del funzionamento del sorteggio, che verrà sistematizzato nei decreti attuativi: «Le leggi attuative, sulle quali apriremo subito un dialogo con la magistratura e l'avvocatura in modo accademico qualora, come auspichiamo, vincerà il sì, porranno rimedio a questo problema e lo risolveranno. Posso dire sin d'ora che per quanto riguarda il sorteggio dei magistrati, vi è un canestro estremamente ridotto. Devono infatti essere magistrati con almeno 20 anni di esperienza per l'Alta Corte di Giustizia, o presumo almeno 15 per il Csm: quindi già magistrati valutati tre volte positivamente dallo stesso Consiglio Superiore della Magistratura e quindi, per definizione, bravi, intelligenti e operosi. Altrimenti significherebbe che il Csm non sa fare il suo lavoro, perché ha promosso degli asini». 

Quanto alla componente politica, «siamo consapevoli di questo problema e ne stiamo discutendo preventivamente, proprio per poter valutare le varie opzioni. Posso assicurare sin d'ora che comunque la legge attuativa terrà conto dei diritti delle minoranze parlamentari: il sorteggio troveremo il sistema, ripeto, anche attraverso un dialogo, perché non sarà un sorteggio che privilegerà la maggioranza governativa, se non eventualmente per quanto riguarda la proporzione numerica fisiologica, come oggi accade per la nomina dei giudici costituzionali e dei membri del Consiglio Superiore della Magistratura, che vengono eletti dal Parlamento ma rappresentano in realtà le forze politiche che lo compongono».

Parodi sul referendum

«Noi non facciamo politica, non facciamo opposizione. Siamo qui per difendere dei valori», ha detto il presidente dell'Associazione nazionale magistrati Cesare Parodi, aggiungendo che «La narrazione contro i magistrati è ormai l'unico argomento forte sul quale il Sì crede di poter vincere quando, magari, sentiamo un discorso, a livello generale, 'finalmente con la riforma i giudici dovranno applicare quelle che sono le indicazioni della polizia'. Cosa vuol dire questo: che si vuole che la magistratura si adegui a qualcosa di esterno dal giudizio, a qualcosa che viene da fuori, che debba obbedire a degli ordini esterni. Ed è quello che noi abbiamo sempre temuto che possa accadere e che verrebbe a ledere i diritti dei cittadini».

Fontana sul disciplinare al Csm

Il consigliere del Csm, Roberto Fontana, ha pubblicato su Questione Giustizia un dettagliato report sul lavoro della sezione disciplinare del Csm in questa consiliatura.

Negli ultimi tre anni il Csm ha emesso il 49% di sentenze di condanne nei confronti di magistrati a fronte di un 47% di sentenze di assoluzione. Nel corso dei primi tre anni di consiliatura la percentuale delle sentenze di assoluzione non impugnate, da alcuna delle parti, è pari all'83%: 78 sentenze non impugnate a fronte di 16 impugnate. In particolare risultano non impugnate il 76% (39) delle sentenze di assoluzione per esclusione dell'addebito (a fronte di 12 impugnate, di cui 4 da parte del Ministro di Giustizia).

Per quanto riguarda le sentenze di assoluzione per scarsa rilevanza del fatto, la percentuale di sentenze non impugnate sale al 91%, risultando, su un numero complessivo di 43 sentenze, solo 4 impugnazioni, di cui 1 da parte dell'incolpato e 3 proposte dal Ministro di Giustizia.

Quanto poi alle sentenze di condanna, le impugnazioni del Ministro e della Procura Generale ammontano rispettivamente ad 1 e a 6 a fronte di 82 sentenze pronunciate.

«Le percentuali cosi contenute di impugnazioni da parte degli organi dell'accusa rappresentano un primo indubbio riscontro di qualità della giurisdizione della Sezione Disciplinare. La circostanza che il 91% della sentenze di assoluzione per scarsa rilevanza del fatto e il 73% di quelle di assoluzione per esclusione degli addebiti hanno superato positivamente già il vaglio critico operato dall'Ispettorato del Ministero di Giustizia e dalla Procura Generale, nei termini per proporre impugnazione, depone ovviamente per la solidità delle relative motivazioni», è l’analisi di Fontana.

Quanto agli esiti delle impugnazioni, la percentuale dei rigetti ammonta, con riferimento alla totalità delle impugnazioni decise, al 72% (il 77% sono i rigetti delle impugnazioni contro le sentenze di condanna e il 50% i rigetti contro le sentenze di assoluzione). Sulla base di questi dati statistici le sentenze di assoluzione passate in giudicato per mancata impugnazione o per rigetto dell'impugnazione superano complessivamente il 90%, mentre per le sentenze di condanna tale percentuale ammonta a circa l'86%.

Quanto alle sanzioni, in merito alle 83 sentenze di condanna, in 8 casi è stata applicata la più grave sanzione della rimozione e in 9 quella della sospensione dalle funzioni e dallo stipendio fino a due anni, sempre accompagnata dalla sanzione accessoria del trasferimento in altro distretto. La percentuale più alta delle 47 sentenze di applicazione della sanzione della censura (il 23%) ha riguardato l'illecito di gravi e reiterati ritardi nel deposito di provvedimenti.

Quanto invece alle 92 sentenze di assoluzione, 42 sono state pronunciate a seguito di accertamento della tipicità del fatto, per riconoscimento della scarsa offensività in concreto. La maggiore percentuale di assoluzioni per scarsa rilevanza del fatto (30%) riguarda incolpazioni per ritardi nel deposito di provvedimenti, mentre la percentuale più rilevante di assoluzione per esclusione dell'addebito (34%) è relativa a incolpazioni per comportamenti scorretti nei confronti di parti, difensori, altri magistrati o collaboratori.

La statistica «non offre il benché minimo riscontro alla tesi di un esercizio dell'attività giurisdizionale condizionato da logiche di giustizia domestica», è la conclusione di Fontana.

Morto Corrado Carnevale

È morto il 4 febbraio a 95 anni Corrado Carnevale, già presidente di sezione della Cassazione (il più giovane della storia). Carnevale è stato uno dei magistrati più controversi della storia repubblicana: per quasi dieci anni ha guidato la prima sezione penale della Cassazione e ha inciso in modo determinante sull’esito di grandi processi politici e di mafia.

La stampa gli assegnò il soprannome di “ammazzasentenze”, perchè ha sempre applicato una concezione rigorosa e formalista del diritto, con annullamenti clamorosi, rinvii a nuovo giudizio e scarcerazioni. Tra il 1985 e il 1993, il collegio da lui presieduto annulla o rinvia a nuovo giudizio circa cinquecento sentenze: nella maggior parte dei casi per vizi procedurali, difetti di motivazione, inosservanza delle norme di legge, valutazione ritenuta scorretta degli indizi o delle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia.

Tra i casi più noti, l’annullamento degli ergastoli inflitti ai fratelli Michele e Salvatore Greco per l'omicidio del giudice Rocco Chinnici; delle condanne per la strage dell'Italicus; rinviate a nuovo giudizio parti centrali dell'inchiesta Pizza Connection, che coinvolgeva Gaetano Badalamenti e il traffico internazionale di droga tra Sicilia e Stati Uniti. Nel 1987 annulla per tre volte l'ergastolo inflitto al mafioso Santo Barranca per l'omicidio del maresciallo dei carabinieri Vito Ievolella; nel 1988 azzera 19 ergastoli nel grande processo alla 'ndrangheta reggina per vizi nella composizione del collegio giudicante. Nel 1991 e 1992 arrivano altri annullamenti clamorosi: provvedimenti cautelari revocati a carico di boss come Francesco Schiavone detto Sandokan.

Carnevale si scontrò in modo duro con il pool antimafia di Palermo e con Giovanni Falcone, perchè mette in dubbio l’attendibilità del collaboratore Tommaso Buscetta e nel 1991 la prima sezione penale della Cassazione dispone la scarcerazione di 43 imputati del maxiprocesso di Palermo, quaranta dei quali boss mafiosi, per decorrenza dei termini di custodia cautelare. Il ministro della Giustizia Claudio Martelli fa partire un monitoraggio senza precedenti: 12.500 provvedimenti della prima sezione vengono analizzati ed emerge che gli indizi vengono esaminati separatamente, senza una valutazione complessiva.

Per opportunità, Carnevale non presiede il giudizio finale sul maxiprocesso e il 30 gennaio 1992 la Cassazione conferma le condanne inflitte a Palermo. 

Nel 1993, alcuni collaboratori di giustizia lo dipingono come un magistrato "avvicinabile": viene sospeso dalle funzioni e dallo stipendio e nel 2001 arriva la condanna in appello per concorso esterno in associazione mafiosa: sei anni di carcere e interdizione perpetua dai pubblici uffici. Nel 2002 le sezioni penali riunite della Cassazione ribaltano tutto: assoluzione piena perchè il fatto non sussiste.

Carnevale torna in servizio nel 2007 nnella sezione civile della Cassazione e va in pensione nel 2013 a 83 anni. 

Nomine al Csm

Uffici direttivi

Presidente tribunale Vibo Valentia: nominata Abigal Mellace, attualmente consigliere corte appello Catanzaro

Uffici semidirettivi

Presidente sezione corte appello Milano: nominato Lorenzo Orsenigo, attualmente consigliere corte appello Milano

Presidente sezione tribunale Reggio Calabria: nominata Adriana Giovanna Trapani, attualmente consigliere corte appello Reggio Calabria

Presidente sezione tribunale Livorno: nominato Franco Pastorelli, attualmente giudice tribunale Livorno

Collocamenti fuori ruolo

Francesco Mancini, attualmente giudice tribunale Frosinone: deliberato il collocamento fuori ruolo presso il Ministero della Giustizia, ispettorato generale

Luigi Fede, attualmente sostituto procuratore Roma: deliberato il collocamento fuori ruolo presso il Ministero della Giustizia, ispettorato generale

Giuseppina Cipolla, attualmente consigliere corte appello Roma: deliberato il collocamento fuori ruolo presso il Ministero della Giustizia, ufficio legislativo

Allegra Migliorini: deliberata la conferma del collocamento fuori ruolo presso il Ministero della Giustizia, dipartimento affari di giustizia

Ricollocamenti in ruolo

Francesco De Falco, attualmente fuori ruolo presso la Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie: deliberato il ricollocamento in ruolo quale sostituto procuratore Napoli (posto precedentemente occupato)

Loredana Nazzicone, attualmente fuori ruolo quale componente del Comitato direttivo della Scuola superiore della Magistratura: deliberato il ricollocamento in ruolo quale consigliere corte cassazione (posto precedentemente occupato)

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