Non accenna a placarsi la polemica intorno alla magistrata Annalisa Imparato, diventata volto noto durante la campagna referendaria per essersi esposta in favore del Sì. Dopo l'esito negativo del referendum, Imparato ha ottenuto di poter cambiare funzione e da pubblico ministero di Santa Maria Capua Vetere è diventata giudice a Velletri.
La magistrata, criticata per aver usufruito di una possibilità di cambio di funzioni che aveva duramente criticato durante la campagna per il referendum della giustizia, aveva dichiarato sia al Corriere della Sera che a Repubblica di aver chiesto il trasferimento come conseguenza necessaria del referendum, perchè avrebbe subito «attacchi personali» e di aver pagato uno «scotto umano», quindi il trasferimento sarebbe servito a proteggere «i suoi collaboratori che stavano vivendo un forte disagio» a causa sua.

La richiesta del 2022

A stretto giro è arrivata una dura risposta della sottosezione Anm di Santa Maria Capua Vetere, secondo cui «tali dichiarazioni non corrispondono al clima sereno e collaborativo che contraddistingue l'intero ufficio giudiziario di Santa Maria Capua Vetere» e ancora «le predette dichiarazioni contraddicono i fatti atteso che la scelta di trasferirsi ad altra sede giudiziaria risale già all'anno 2022 quando presentava domanda per la funzione giudicante verso altri Tribunali del Lazio».
Insomma, la richiesta di trasferimento di Imparato verso i tribunali laziali e in funzione diversa da quella svolta risale a ben prima dell'inizio della campagna referendaria.

© Riproduzione riservata