Il Quirinale fissa il giorno per rieleggere i 20 togati in Consiglio e le correnti cominciano a organizzarsi per il rinnovo dell’organo. Anche i laici andranno rieletti dal parlamento, con una maggioranza che con tutta probabilità rimarrà quella di centrodestra
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Infine, la data è arrivata: il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in qualità di presidente del Csm, ha indetto «per i giorni 25 e 26 ottobre 2026 la elezione dei suoi venti componenti magistrati». Contestualmente, il Capo dello Stato «ha invitato il presidente della Camera a provvedere, d’intesa con il presidente del Senato, alla convocazione del Parlamento in seduta comune per la elezione dei dieci componenti di designazione parlamentare dello stesso Consiglio Superiore, informando di ciò il presidente del Senato, il vice presidente del Consiglio Superiore della Magistratura ed il ministro della Giustizia».
Il fatto è tutt'altro che marginale, soprattutto alla luce del risultato referendario che prevedeva il sorteggio per individuare i nuovi membri. Scampato il pericolo sorteggio, dunque, si procederà all'elezione dei futuri componenti del Consiglio sempre con la legge elettorale introdotta dalla Cartabia e i gruppi associativi stanno già scaldando i motori per comporre le liste nei vari collegi.
Il prossimo congresso dell'Associazione nazionale magistrati si svolgerà invece a Napoli dal 27 al 29 novembre.
Il fatto è rilevante anche per la politica: se il governo durerà, infatti, la maggioranza di centrodestra eleggerà per la seconda volta la maggioranza dei componenti laici del Consiglio, che in questa consiliatura sono sette di area centrodestra e solo tre in rappresentanza delle opposizioni (che quattro anni fa avevano protestato per una sottorappresentazione). Il Csm, del resto, si rinnova ogni quattro anni mentre un governo che duri in carica per tutto il mandato copre un arco di cinque anni.
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