Il cdm ha fissato il voto per il 22-23 marzo, ma non è ancora detto. Intanto, il 30 e 31 gennaio si inaugura l’anno giudiziario
Care lettrici, cari lettori
è stata fissata la data del referendum, ma è d’obbligo anteporvi un forse: sarà il 22-23 marzo, sali stravolgimenti dovuti ad un ricorso al Tar presentato dal comitato che ha raccolto le firme per la richiesta di referendum popolare.
Per fine mese è stata fissata anche l’inaugurazione dell’anno giudiziario: appuntamento il 30 gennaio in Cassazione e il 31 gennaio nelle 26 sezioni di Corte d’Appello, con grande attesa soprattutto per l’intervento del ministro della Giustizia Carlo Nordio e di capire se – come stato l’anno scorso – nelle corti l’Anm organizzerà manifestazioni.
Sulla questione referendaria, poi, ho intervistato il segretario di Magistratura indipendente Claudio Galoppi, che mette in luce il suo timore: che con il sì la magistratura diventi il braccio armato del governo.
Anche l’ex magistrato Rosario Russo spiega il suo No al referendum e quale riforma servirebbe invece: quella del disciplinare del Csm.
referendum, fine raccolta firme
Il comitato referendario che ha promosso la raccolta firme per la richiesta di referendum popolare ha raggiunto l’obiettivo delle 500mila firme. La raccolta proseguirà fino alla scadenza del termine del 30 gennaio, ma il risultato è già un segnale.
ricorso al tar
Gli stessi promotori della raccolta firme hanno anche depositato un ricorso al Tar per chiedere la sospensiva cautelare della delibera del cdm che ha fissato la data del voto per il 22-23 marzo. "Dopo aver scritto per darne doverosa e preventiva informazione alla Presidenza della Repubblica, abbiamo depositato un ricorso al Tribunale amministrativo del Lazio per l'annullamento della delibera del Cdm che ha fissato al 22 e 23 marzo la data per il referendum sulla legge di revisione costituzionale promosso dai parlamentari", ha spiegato Carlo Guglielmi, portavoce del comitato.
Parallelamente, il presidente del comitato “Sì separa”, Gian Domenico Caiazza, ha annunciato che il suo comitato si costituirà "davanti al Tar del Lazio per opporsi alla richiesta di sospensiva della delibera di convocazione del voto referendario per il 22 e 23 marzo prossimi, avanzata dal Comitato per il No".
Il Tar del Lazio si è già parzialmente espresso e il 14 gennaio non ha accolto la richiesta di sospensione cautelare urgente della deliberazione del cdm sulla data e del decreto presidenziale conseguente. La domanda cautelare sospensiva, invece, sarà esaminata nell’udienza collegiale fissata per il prossimo 27 gennaio. E' stata infatti accolta - «sussistendo le ragioni di urgenza richieste» - l'istanza con cui i ricorrenti chiedevano «l'abbreviazione alla metà dei termini processuali riferibili alla celebrazione della camera di consiglio deputata alla trattazione collegiale della domanda cautelare».
denuncia del si
Non solo ricorsi al Tar, è anche guerra sul fronte penale tra comitati del sì e del no.
Il professor Giorgio Spangher, presidente onorario del “Comitato Pannella Sciascia Tortora” per il Sì alla separazione delle carriere, promosso dal Partito radicale, ha presentato una denuncia contro i legali rappresentanti e tutti i soggetti responsabili del Comitato “Giusto dire No” e di coloro facenti parte dell’Associazione Nazionale Magistrati che hanno agito in concorso nella campagna referendaria. Oggetto dell’esposto è lo sloga utilizzato sui manifesti: «Vorresti giudici che dipendono della politica? No».
L’ipotesi di reato è il 656 codice penale, ovvero “Pubblicazione o diffusione di notizie false, esagerate o tendenziose, atte a turbare l'ordine pubblico” perché lo slogan veicolerebbe «una notizia palesemente falsa e tendenziosa, finalizzata unicamente a manipolare l’opinione pubblica e a ingenerare nel corpo elettorale un timore del tutto infondato circa le conseguenze della riforma costituzionale, così da influenzare il voto».
Nella denuncia si chiede anche di valutare il sequestro preventivo dei manifesti, degli spot e del materiale propagandistico.
Il libro di Nordio
Il 14 gennaio il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha presentato il suo ultimo libro, “Una nuova giustizia” edito da Guerini, proprio sulla riforma della giustizia che porta il suo nome. In quell’occasione, ha detto alcune cose interessanti, ne segnalo alcune:
Sulla responsabilità civile dei magistrati: "Sulla responsabilità civile io ho votato 'no' 40 anni fa al referendum: non serve assolutamente a nulla perché il magistrato è assicurato, ma anche perché è una sanzione inadatta. Il magistrato impreparato e inadeguato non va colpito nel portafoglio ma nella carriera e semmai deve essere destituito. Questo non accade perché il Csm non lo fa mai, perché c'è una giustizia domestica e correntizia che fa da stanza di compensazione. Ecco perché questa riforma entra nella responsabilità dei magistrati. Deve entrare nella responsabilità professionale: il magistrato inadeguato deve cambiare mestiere".
Sulle intercettazioni: dipenderà poi “dall'esito del referendum la possibilità di intervenire sulle intercettazioni, siamo molto avanti nella riforma. Stiamo lavorando per ridurre se non eliminare questa vergogna: l'articolo 15 della Costituzione dice che le comunicazioni sono inviolabili. Queste notizie vengono divulgate in modo selezionato e pilotato, cioè vengono divulgate soltanto quelle che fanno comodo a quelli che le divulgano. E questo non ha niente a che vedere con la libertà di stampa”.
Sorteggio: "Il sorteggio terrorizza l'Anm, ma questo non avviene tra i passanti ma tra magistrati con 20 anni almeno di esperienza, da un canestro molto qualificato. L'obiezione che ci viene rivolta è grossolana, 'voi vi fareste operare da un passante di strada piuttosto che da chirurgo?'… Ma la giustizia è tutto un sorteggio, perché chiunque incappa in un processo viene giudicato da un giudice o dal pubblico ministero di turno che ogni giorno cambia". Questo perché se si viene coinvolti in una vicenda giudiziaria in una città diversa dalla propria si viene giudicati in quella città e, quando accade qualcosa, le indagini preliminari vengono gestite “dal pm di turno”.
La sentenza di Brescia
Fratelli d’Italia ha annunciato il deposito di un'interrogazione in Senato, che chiede al Guardasigilli di fare luce sulla sentenza del Tribunale di Brescia, che ha condannato a cinque anni un ventinovenne bengalese accusato di aver abusato di una bambina di dieci anni, rimasta incinta, dopo la derubricazione del reato in “atti sessuali con minorenne”, fondata su un presunto consenso della vittima.
L’Anm di Brescia è intervenuta con un comunicato in cui "esprime forte preoccupazione per la richiesta di un'ispezione ministeriale presso il Tribunale di Brescia, senza che neppure sia stata ancora depositata la motivazione della sentenza". E ancora, "la critica legittima ai provvedimenti dell'autorità giudiziaria non può mai risolversi né in attacchi gratuiti alla persona del magistrato che li ha adottati né nell'invocazione di un improprio uso dei poteri ispettivi del Ministro della Giustizia per sindacare il merito delle decisioni assunte".
Nomine al Csm
Uffici direttivi
Presidente tribunale Cassino: a seguito di riesame, nominato Lucio Aschettino, attualmente Presidente tribunale Cassino, già giudice tribunale Nola
Presidente tribunale Grosseto: nominato Eugenio Maria Turco, attualmente Presidente sezione tribunale Viterbo
Procuratore Benevento: nominato Nicola D’Angelo, attualmente procuratore Campobasso
Procuratore Isernia: nominata Carla Canaia, attualmente sostituto procuratore generale Napoli
Uffici semidirettivi
Presidente sezione tribunale Santa Maria Capua Vetere: nominata Alessandra Piscitiello, attualmente consigliere corte appello Napoli
Presidente sezione tribunale Torino: nominato Ludovico Sburlati, attualmente giudice tribunale Torino
Collocamenti fuori ruolo
Camilla Cognetti, attualmente fuori ruolo presso il Ministero della Giustizia, dipartimento affari di giustizia: deliberata la conferma del collocamento fuori ruolo quale Vice segretario generale della Scuola superiore della Magistratura
Carla Ciofetti, attualmente fuori ruolo quale magistrato di collegamento presso il Regno di Spagna: deliberata la conferma del collocamento fuori ruolo quale esperto presso IILA per il progetto EU Law enforcement in Perù
Alessandro Sutera Sardo: deliberata la conferma del collocamento fuori ruolo per svolgere le funzioni di Magistrato di collegamento con la Francia e il Principato di Monaco
Ricollocamenti in ruolo
Cosimo D’Arrigo, attualmente fuori ruolo presso la Commissione di garanzia per la trasparenza e il controllo dei rendiconti dei partiti e dei movimenti politici: deliberato il ricollocamento in ruolo quale consigliere corte cassazione (posto precedentemente occupato)
Trasferimenti extraordinem
Maria Chiara Vedovato, attualmente sostituto procuratore Perugia: deliberato il trasferimento in via temporanea quale sostituto procuratore Catanzaro (posto vacante non pubblicato), ai sensi della legge 150/2005
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