Continua il dibattito referendario, con il faccia a faccia tra il ministro Nordio e il leader M5S Giuseppe Conte
Care lettrici, cari lettori,
la settimana della giustizia come sempre è monopolizzata dal referendum. Questa settimana si è svolto il faccia a faccia tra il ministro della Giustizia Carlo Nordio e il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte, in cui i toni sono stati tenuti relativamente bassi ma si sono delineate le diverse strategie.
Sul referendum ho poi intervistato la pm Antimafia Annamaria Frustaci, per capire meglio in che modo la riforma può indirettamente impattare sulle indagini di mafia.
Altro dibattito che ha toccato la giustizia riguarda il cosiddetto “scudo penale” contenuto nel decreto Sicurezza, con una serie di questioni aperte con riguardo al registro separato dove annotare le notizie di reato in cui ci sono evidenti ipotesi di cause di giustificazione.
Lo scudo penale
In questi giorni si è parlato molto del cosiddetto “scudo penale” nel decreto Sicurezza, di cui i contorni pratici non sono ancora chiarissimi. Giova allora per i tecnici leggere il nuovo articolato, per come previsto dal decreto.
All'articolo 335 del codice di procedura penale, dopo il comma
1-bis, e' inserito il seguente: «1-bis.1. Tuttavia, quando appare
evidente che il fatto e' stato compiuto in presenza di una causa di
giustificazione, il pubblico ministero procede all'annotazione
preliminare, in separato modello, del nome della persona cui e'
attribuito il fatto medesimo. In tal caso, non si applica la
disposizione di cui al comma 1-bis.».
2. Dopo l'articolo 335-quater, e' inserito il seguente: «Art. 335-quinquies (Attivita' di indagine in presenza di cause di giustificazione). - 1. Nei casi di cui all'articolo 335, comma 1-bis.1, alla persona cui è attribuito il fatto in presenza di una causa di giustificazione si applicano le disposizioni sui diritti e sulle garanzie della persona sottoposta alle indagini preliminari e ogni altra disposizione ad essa relativa.
2. Nei medesimi casi di cui al comma 1, quando non è necessario procedere al compimento di ulteriori accertamenti, il pubblico ministero assume le proprie determinazioni in ordine alla richiesta di archiviazione senza ritardo e comunque entro trenta giorni dall'annotazione preliminare ai sensi dell'articolo 335, comma 1-bis.1. Nei casi in cui ritenga necessario procedere al compimento di ulteriori accertamenti, compresi quelli da svolgere con le forme di cui all'articolo 360, il pubblico ministero provvede senza ritardo e comunque entro centoventi giorni dall'annotazione preliminare ai sensi dell'articolo 335, comma 1-bis.1. All'esito, ove non abbia provveduto ai sensi dei commi 3 e 4 del presente articolo, assume le proprie determinazioni in ordine alla richiesta di archiviazione entro il termine di ulteriori trenta giorni.
3. Quando si procede ad incidente probatorio il pubblico ministero provvede all'iscrizione del nome della persona nel registro di cui all'articolo 335, comma 1-bis.
4. Se il pubblico ministero procede all'iscrizione ai sensi dell'articolo 335, comma 1-bis, i termini di cui all'articolo 405 decorrono dalla data dell'annotazione preliminare ai sensi dell'articolo 335, comma 1-bis.1.».
Nordio sul referendum
Tra le varie frasi pronunciate dal ministro Nordio in settimana, vale estrapolarne in particolare una, detta al Forum dell’Ansa: «Con un 'sì' le cose cambierebbero in meglio con la magistratura ma se dovesse vincere il 'no' sarebbe una vittoria dell'ala estrema della magistratura, che ipotecherebbe la politica».
Secondo lui, «se dovesse vincere un 'no' temo che politicizzandosi il referendum anche attraverso l'intervento molto forte dalla magistratura e come temo continui a fare, la politica in generale sarebbe sconfitta. La magistratura, forte di una vittoria alla quale ha conferito un forte significato politico, si sentirebbe nella facoltà di continuare l'ipoteca sulla politica».
L’incontro a Palermo
Per chi lo avesse perso, qui il video del dibattito tra Conte e Nordio sul referendum, in cui il ministro ha assicurato che non si toccherà il coordinamento della polizia giudiziaria da parte del pubblico ministero.
La maratona per il Sì
Parte lunedì 2 marzo a Roma, a piazza Cavour, la maratona oratoria promossa dai Comitati Camere Penali per il Sì, SìSepara della Fondazione Einaudi e Cittadini per il Sì, per sostenere la riforma della giustizia in vista del referendum del 22 e 23 marzo prossimi. La manifestazione sarà aperta alle ore 10:00 dagli interventi dei presidenti dei comitati Francesco Petrelli, Gian Domenico Caiazza e Francesca Scopelliti, e andrà avanti per tutta la settimana (dal 2 all'8 marzo dalle ore 10 alle 18). Hanno già aderito all'iniziativa, prenotando il proprio intervento sul sito maratonasi.it, oltre 350 persone, tra questi: magistrati, avvocati, professionisti, imprenditori, le associazioni Libertà eguale, che conta numerosi esponenti della sinistra riformista, Vittime di malagiustizia (AIVM) e Voci degli innocenti, e altri comitati referendari per il Sì.
Squilibri televisivi
L’Osservatorio par condicio Comitato Società Civile per il NO ha rilevato che il No è sottorappresentato nei telegiornali serali. Dal 23 al 25 febbraio 2026, nei telegiornali RAI il tempo di notizia e di parola è del 49% per il NO e del 51% per il SI. Nei telegiornali Mediaset il tempo di notizia e di parola è del 36% per il NO e del 64% per il SI, con un evidente squilibrio. Una situazione simile si registra sul TG de La7 con 38% per il NO e il 62% per il SI. «All’equilibrio dimostrato dai Tg del Servizio pubblico radiotelevisivo fa da contraltare un’attenzione sbilanciata verso il Sì da parte tanto dei tre Tg Mediaset quanto dal TgLa7 e quest’ultimo è un dato per certi versi sorprendente alla luce della linea editoriale del giornale», si legge in nota.
E ancora, viene fornita la graduatoria degli esponenti politici più presenti nei due schieramenti. Per il SI questo è l’ordine con i tempi misurati in secondi Nordio (476) Salvini (39) Fazzolari (38) Crosetto (23) Tajani (20) La Russa (18).Per il NO la graduatoria è più sobria Conte (276) Schlein (59) Boccia (28) Bonelli (18).
Mattarella alla SSM
Alla cerimonia di inaugurazione dell'anno formativo 2026 della Scuola superiore della Magistratura, tenutasi a Castel Capuano, a Napoli, il viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto ha spiegato che «i presidi quale l'autonomia e l'indipendenza dei magistrati non vanno messi in discussione, mai» e «il giudice non risponde a poteri esterni, non è condizionato da gerarchie politiche, non riceve direttive sull'essere delle decisioni, la sua unica bussola è la legge». «Essere soggetti soltanto alla legge comporta un onere di straordinaria responsabilità, impone competenza, studio, aggiornamento continuo, non vi è indipendenza autentica senza preparazione adeguata e la formazione continua è lo strumento attraverso cui il magistrato rende effettiva la propria soggezione alla legge, evitando che essa si trasformi in sudditanza, a consuetudini, pressioni esterne o automatismi interpretativi o addirittura creativi».
Nuovo scontro intorno alla SSM
La Scuola Superiore della Magistratura è al centro di uno scontro al Csm. Dopo un ricorso vinto, ha preso possesso dell’incarico alla scuola l’attuale procuratore capo di Viterbo, Mario Palazzi, ma i consiglieri Felice Giuffrè (laico di centrodestra), Maria Luisa Mazzola (MI), Daniela Bianchini (laica di centrodestra), Enrico Aimi (laico di centrodestra), Andrea Mirenda (indipendente), Edoardo Cilenti (MI) e Daniele Porena (laico di centrodestra) hanno formalmente investito il Comitato di Presidenza «della vicenda concernente la presa di possesso dell'incarico presso la Scuola Superiore della Magistratura da parte del dott. Mario Palazzi, Procuratore della Repubblica di Viterbo, in assenza della preventiva deliberazione consiliare in ordine al suo collocamento 'fuori ruolo' ovvero all'adozione di un provvedimento di esonero».
L'istanza «mira a chiarire il quadro procedimentale nel cui ambito si colloca l'assunzione dell'incarico, con particolare riferimento alla definizione della posizione ordinamentale del magistrato interessato e alla necessità di adottare i provvedimenti previsti dall'assetto normativo vigente. Per tali ragioni è stata richiesta l'apertura di una pratica in III e VI Commissione per l'approfondimento dei profili ordinamentali della vicenda, nonché l'attivazione della procedura per il collocamento fuori ruolo del dott. Palazzi, in conformità alla prassi consolidata del Consiglio, che considera l'esonero misura di carattere eccezionale».
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