Il film Spotlight lo hanno visto tutti, ha anche vinto un Oscar: vent’anni fa il Boston Globe riesce a smascherare i silenzi e le complicità della Chiesta cattolica di Boston che per decenni ha protetto i preti pedofili e abusatori invece che le loro vittime.

In Italia i problemi sono analoghi ma lo scandalo non esplode. Eppure, ci sono i processi, le ammissioni di colpa, le denunce delle vittime.
Ma niente di tutto questo scuote l’istituzione che continua, nonostante qualche dichiarazione pubblica, a trattare gli abusi e le violenze come un problema interno, una questione spirituale o al massimo reputazionale.

Invece è prima di tutto un crimine, con delle vittime passate e delle altre potenziali che vanno assistite, protette e risarcite.

E poi è anche un gigantesco problema istituzionale: o la Chiesa seleziona persone propense a violenze e abusi, oppure le forma in modo che lo diventino e crea percorsi di carriera che premiano chi è disponibile a insabbiare e perfino a profanare il sacramento della confessione per sigillare i silenzi.

Qualche mese fa abbiamo deciso di fare la nostra parte, con il potente strumento delle inchieste finanziate dai lettori.

Una giornalista freelance, Federica Tourn, si è messa a ricostruire tutti i pezzi di quello che sappiamo, a recuperare le carte dei processi in corso, a sentire le vittime di casi noti e meno noti, a chiedere repliche a vescovi e cardinali.

Sotto la supervisione di Giorgio Meletti, Tourn ha costruito la sua inchiesta, settimana dopo settimana, grazie al sostegno dei lettori di Domani che hanno continuato a finanziarla: per ogni euro donato tramite il nostro sito, il giornale ne aggiungeva un altro.

E’ un metodo che abbiamo sperimentato in questi anni e che serve a organizzare una minoranza combattiva contro l’indifferenza della maggioranza. Perché una inchiesta giornalistica funziona se c’è il giornalista con le notizie, ma serve anche un pubblico che la rilanci.

Questo è il momento di pretendere verità e giustizia: perfino i vescovi italiani hanno iniziato ad ammettere il problema, sia pure con un report incompleto e minimalista su parrocchie e molestie.

E poi c’è il caso del teologo e artista gesuita Marko Ivan Rupnik, amico del papa, scomunicato, riammesso, protetto dal Vaticano nonostante le accuse di molestie ripetute nell’arco di trent’anni.

Le interviste di Federica Tourn alle suore sottoposte alle attenzioni di Rupnik sono state riprese dalla stampa di tutto il mondo.

La vicenda Rupnik è così clamorosa che tutta la Chiesa deve ora fare i conti con la questione abusi e l’omertà istituzionale.

Si è aperta una crepa nel muro di indifferenza dell’istituzione, bisogna insistere.

Per questo abbiamo raccolto il nostro lavoro di questi mesi in uno speciale, per questo continueremo con la nostra inchiesta, ma abbiamo bisogno del vostro sostegno: potete essere parte della minoranza combattiva con una donazione dal sito editorialedomani.it


Il numero speciale di DopoDomani sarà disponibile per abbonati e in edicola dal 6 gennaio: 40 pagine a 5 euro.

Le illustrazioni sono di Sara Antimi, Rodolfo Baldanzi, Francesco Caprio, Lucien, Micol Guandalini, Cristina Mion, Dina Olga Omut, Susanna Quartesan, Stefania Sbrighi, Gaia Tripodi.

Sono il frutto di un progetto realizzato da Domani e del corso di Fumetto e Illustrazione dell’Accademia di BelleArti di Bologna. 

CoordinamentoAccademia di BelleArti di Bologna: Luigi Raffaelli e Enrico Fornaroli. Progetto organizzato da Michela Rossi.

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