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L’amore che fallisce sul nascere è un’esperienza anche più dolorosa di quello che ha avuto il respiro di compiersi. Mancando le coordinate perché si articoli la fabula, è una questione ostica da raccontare in sede narrativa: soprattutto a Natale, quando si tenta di volersi un po’ più bene.

Quando se ne parla, non si narra del fallimento di per sé, ma di ciò che lo precede: sorrisi, complicità, facilità nel capirsi, piccoli momenti condivisi che scaldano il cuore, e poi la mancanza, la consapevolezza che ciò che tanto si desidera non accadrà. Come direbbe Pentothal di Andrea Pazienza, «la meccanica non mi interessa»: contano le emozioni.

Il topos dell’amore stroncato

The Feast of the Seven Fishes (Robert Tinnell, Ed Piskor, Alex Saviuk, Allegheny Image Factory, 2005) costruisce la sua narrazione proprio sul topos dell’amore stroncato.

Ambientato negli anni Ottanta, racconta una relazione tra esponenti di sfere sociali incompatibili: da una parte Katie, teenager wasp, bionda, colta, empatica e aperta; dall’altra Tony, bravo ragazzo italo-americano di origine calabrese, sensibile e segnato da una relazione tossica conclusa da poco. Negli anni in cui gli italo-americani non erano ancora pienamente considerati “bianchi”, l’amore tra i due appare da subito fragile.

Tony invita Katie a trascorrere la Vigilia con la sua famiglia rumorosa e accogliente, festosamente pacchiana, immersa in una tradizione italo-americana fatta di caos, dialetto, affetto e opulente mangiate: la Feast of the Seven Fishes, con sette piatti di pesce preparati collettivamente dagli uomini della famiglia. Katie ne resta affascinata, convinta di aver trovato un luogo di calore e appartenenza. Ma sul più bello torna il suo ex, perfettamente allineato al suo stesso rango sociale e approvato dalla famiglia, che lei sceglie senza esitazioni.

La falsa contaminazione

Tony resta al suo posto, quello del bravo ragazzo che incassa. Gli farà male, intuiamo, ma poi non ne sappiamo più niente. Tanti Natali dopo, Katie riproporrà le ricette apprese quella sera nella sua perfetta famiglia wasp: la contaminazione culturale è avvenuta, anche se l’amore no.

Questo fumetto sincero e caldo, ben ritmato, dal disegno improntato alla leggibilità, è vicino – per interesse verso storie di realtà e verosimili pensate per un target teenagers e young adults – al classicone Love and Rockets dei fratelli Hernandez, in versione spaghetti. Una lettura adatta a chi passerà il Natale da solo.


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