I fumetti possono offrire un’interessante prospettiva per scoprire la rappresentazione diffusa che si dà del giuridico (e del politico) con tutti i cliché e le storture del caso. L’universo, o forse sarebbe meglio dire il multiverso, narrativo di Batman non rappresenta un’eccezione. Nell’inferno di Gotham il diritto difficilmente può essere descritto come uno strumento di giustizia, data la profonda corruzione che non risparmia nemmeno le forze di polizia. Basti pensare ai primi anni di attività di un allora tenente Gordon descritti in Batman: Year One.

Anche per questo, in quella storia, il giovane Gordon rivaluta quasi subito la figura di Batman: «Lui è un criminale. Io sono un poliziotto. È così semplice. Ma sono un poliziotto in una città in cui il sindaco e il commissario di polizia usano i poliziotti come killer a pagamento». Qualche anno dopo, in Batman: Year Two, un Gordon appena promosso al ruolo di commissario, definirà i rapporti fra la polizia di Gotham e Batman in termini di collaborazione, anche se il detective mascherato non fa squadra con i poliziotti, dato che “opera rigorosamente da solo”.

Fuori dalla legalità

Lo stesso Gordon, questa volta rappresentato negli ultimi anni di carriera in The Dark Knight Returns, del resto, ammette di avere «piegato e talvolta infranto» le regole proprio per lavorare con il giustiziere di Gotham. Batman, e qui sta il grande fascino che esercita sui giuristi, rappresenta chiaramente un soggetto che non opera nella legalità, anzi, la sua figura mette in crisi l’ideale weberiano dello stato monopolista dell’uso legittimo della forza. Tuttavia, senza dubbio le sue azioni sono ispirate da un disegno di giustizia. All’inizio di The Long Halloween c’è una scena che ben descrive il rapporto fra diritto e giustizia nell’universo di Batman, con Gordon e Dent, allora ancora procuratore distrettuale di Gotham City, che aspettano Batman su uno dei mitici tetti di Gotham.

Si tratta di un vero e proprio triumvirato come ricorda Thomas Giddens: Gordon (la polizia) e Dent (l’ordinamento giuridico) decidono di attendere l’arrivo di Batman (simbolo di giustizia) prima di iniziare a procedere, perché la legge non può nulla se non viene mossa da un desiderio di giustizia.

La vicinanza con il crimine

Tuttavia, allo sguardo di chi volesse limitarsi alla logica della legge, Batman non è poi così diverso dai delinquenti che persegue. Quello della “vicinanza” fra Batman e il Joker, ad esempio, è uno dei fili conduttori dal 1939 a oggi e, del resto, salvo la famosa regola “non uccidere” (in realtà non sempre presente agli inizi della storia del cavaliere oscuro), i due personaggi si assomigliano più di quanto si possa immaginare, come lo stesso Joker sottolinea in The Killing Joke. In una scena del film di animazione (parzialmente diverso dal fumetto di Alan Moore), il Joker, dopo aver rapito e seviziato Gordon, gli chiede:

«Cosa si dovrebbe fare con qualcuno che non ha rispetto per la legge?». «Qualcuno che tratta le persone come carne?». «Un uomo che non si fa problemi a brutalizzare il prossimo per ottenere la sua strada?». «Cosa fareste a un uomo che infrange le leggi che avete giurato di difendere?». «Un mostro che ignora tutto ciò che lei rappresenta?». Gordon: «Se dipendesse da me, gli darei la pena massima». Joker: «La verità, commissario, è che l’uomo sotto processo qui lo consideri un tuo amico». L’intento del Joker era proprio quello di dimostrare come anche Batman rappresenti un soggetto da condannare con il massimo della pena, e Batman, in effetti, frequentemente dimostra di anteporre al diritto la sua giustizia, che sembra, a volte, confondersi con il desiderio di vendetta.

Tuttavia, per Batman la giustizia va oltre la vendetta come si può desumere da Batman. Year Two, in cui compare sulla scena l’assassinio dei genitori di Bruce Wayne: Joe Chill. Per combattere contro il vecchio vigilante di Gotham, il Mietitore (“The Reaper”) Batman accetta di allearsi con l’assassino dei suoi genitori.

Debolezza

Proprio il Mietitore è un’altra figura chiave per capire il ruolo che il diritto ha nel mondo di Batman. Il Mietitore è tornato in scena a Gotham perché considera Batman un debole, a causa del suo “codice” (“Non uccidere”). Batman e il Mietitore hanno qualcosa in comune: l’uso strumentale della paura, basti pensare al “grido di battaglia” (“Fear… the Reaper”). Tuttavia, esistono due differenze cruciali fra questi due personaggi: il Mietitore, infatti, non ha nessuna fiducia nella legge e, soprattutto, lui non esita a togliere la vita ai criminali. Proprio il potere di decidere della vita dei criminali rendere il Mietitore un criminale a tutti gli effetti agli occhi di Batman e Gordon.

Ciononostante, a volte Batman tentenna e rischia di violare il suo codice d’onore. È questo il caso, ad esempio, di Batman Hush, in cui interviene il Commissario Gordon a impedire l’uccisione del Joker, ricordando la grande differenza esistente fra Batman e i supercriminali da lui perseguiti: «Io e te abbiamo assistito a più di una tragedia e abbiamo avuto sete di vendetta. Se Batman avesse voluto essere un assassino, avrebbe potuto iniziare molto tempo fa. Ma c’è una linea di confine. Da un lato crediamo nella legge. Dall’altro... a volte la legge ci delude. Forse è per questo che ti ho capito... ti ho permesso di aiutare a proteggere questa città. Batman, se oltrepassi quella linea, se uccidi il Joker stasera, ti darò la caccia per consegnarti alla giustizia. Agli occhi della legge... ai miei occhi non sarai diverso da lui...».

La sottolinea linea che distingue allora l’uomo pipistrello dai delinquenti agli occhi di Gordon è proprio il mantenimento della regola “non uccidere”.

Tuttavia, questo non basta per poter ricondurre Batman alla sfera della legalità. Del resto, lo stesso detective incappucciato si descrive come criminale in una scena epica di Batman: The Dark Knight Returns. Tuttavia, Batman va contestualizzato: è il prodotto di un sistema che non riesce ad assicurare giustizia, in un mondo di regole infrante in cui il potere pubblico ha risorse modeste. Anche per questo, è stato suggerito da Thomas Giddens, Batman opera come «un’emanazione del diritto naturale… dimostrando così ciò a cui il sistema dovrebbe aspirare, ciò che il sistema dovrebbe essere».

Il 23 e il 24 giugno l’Università di Foggia ha ospitato l’Assemblea e il Convegno nazionale dell’associazione degli studiosi di diritto pubblico comparato ed europeo (Dpce). Quest’anno il tema è stato La rappresentazione delle tradizioni giuridiche nella pop culture.

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