Quando nel 2005 una giovanissima Anna Tatangelo – allora appena maggiorenne – si presentò al festival di Sanremo con “Ragazza di periferia”, diversi giornali scrissero che per la prima volta all’Ariston si raccontava un amore vissuto attraverso i cellulari: «Cosa ne farò di quelle frasi scritte sul telefono? / Siamo noi la vita che fa vivere nel cuore questo amore incancellabile / Cosa ne farò? Le rileggerò per poi pensare che / Di te solo un messaggio resterà».

Nel frattempo sono passati vent’anni: la canzone è diventata un classico, ma in questo rapporto con la tecnologia ha la sua parte invecchiata peggio. Oggi i messaggi magari si rileggono ancora, ma si chiamano “dm” e sono appunto “messaggi diretti” che si inviano attraverso i social.

In certa musica pop rimane comunque la tendenza a cercare di inserire per forza un riferimento a una tecnologia che si ritiene profondamente generazionale. L’effetto non è sempre felicissimo, ricorda un po’ il meme di Montgomery Burns, il vecchissimo proprietario della centrale nucleare dei Simpson, che cerca di spacciarsi per giovane, con un berretto viola e la maglietta con il teschio.

L’apice di questa tendenza, nei primi anni Duemila, aveva portato alla nascita dei Gazosa: il gruppo di (allora) giovanissimi, gestito da Caterina Caselli. E con testi di questo tipo: «Se ti scrivo mi rispondi / se ti penso mi confondi / e mi mandi questa e-mail / con scritto su /www.mipiacitu».

Un po’ lo stesso effetto lo fa ora il trio formato da Blind, El Ma e Soniko, fra le nuove proposte di Sanremo con un brano che appunto si intitola “Nei miei dm”. Il testo, che definire superficiale è quasi un eufemismo, fa così: “Tu parlami senza parole, nei miei DM c'è il tuo nome / Ma dura solo poche ore”.

Chi sono Blind, El Ma e Soniko

La sensazione è dunque di un progetto destinato più alle classifiche degli streaming che alla storia della musica italiana, con una speranza di diventare il primo tormentone estivo dell’anno. Sembra quasi composto con l’intelligenza artificiale, con un prompt che è facile immaginare di questo tipo: “Scrivi il testo per una canzone fastidiosamente orecchiabile, con qualche cliché generazionale, senza grande significato e del tutto priva di profondità”.

Il risultato è questo: «Per uno come me che ha perso la testa / Per una come me che non l'ha mai persa / Ma sappi che sei tu, tu, tu che io voglio». Non è poi troppo lontano da “Vu vu vu mi piaci tu”.

Con la differenza che almeno i Gazosa avevano una loro storia comune, in cui i preadolescenti potevano identificarsi. Invece nel caso di Blind, El Ma e Soniko sembra davvero costruito a tavolino. Anche il progetto che li ha messi insieme.

El Ma si è presentata a X Factor ancora 17enne, scimiottando Dua Lipa, ma senza lo stesso carisma. Ha comunque cercato la sua strada nel pop nostrano, senza troppo successo. Niccolò Cervellin, meglio noto come Soniko, è un dj e produttore italiano attivo da anni nella scena elettronica e pop, vincitore del premio Lunezia Teen.

Fra i tre, il rapper Blind, nome d’arte di Franco Rujan, è quello che ha avuto un po’ più di successo. Anche lui è partito da X Factor (nel 2020), ha ottenuto il disco di platino con “Cuore nero”. Nel 2022 ha partecipato all’Isola dei famosi, dove ha raccontato il suo riscatto da un periodo di tossicodipendenza.

È difficile trovare qualcosa di buono in questo “progetto artificiale”, che sembra in effetti un tentativo di produrre con lo stampino un brano di “pop generazionale”, senza ovviamente dimenticare l’autotune. Forse c’è solo che il risultato è quanto meno divertente. Evidentemente questo è bastato per vincere “Area Sanremo” e per finire fra le nuove proposte del festival. Un grosso peccato per chi è rimasto escluso.

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