Il rapper portoricano Bad Bunny ha vinto il Grammy per album dell’anno con il suo ultimo disco, Debí tirar más fotos, diventando il primo artista di lingua spagnola a vedersi assegnato il riconoscimento più importante dalla Recording Academy. «Voglio dedicare questo premio», ha detto in uno dei molti discorsi della serata che hanno fatto riferimento alle politiche anti migranti di Donald Trump, «a tutte le persone che hanno dovuto lasciare la loro patria, il loro paese, per inseguire i propri sogni».

Per Bad Bunny questa era la seconda volta che un suo disco veniva candidato ad album dell’anno. Nel corso della serata ha portato a casa tre premi, mentre Kendrick Lamar cinque (tra cui registrazione dell’anno per Luther con Sza) e Lady Gaga due (miglior album pop per Mayhem e miglior registrazione pop dance per Abracadabra).

Billie Eilish, che l’anno scorso aveva ricevuto sette nomination ma era rimasta a mani vuote, ha vinto il premio per la canzone dell’anno con Wildflower, La cantante britannica Olivia Dean ha vinto come miglior artista emergente, mentre Messy di Lola Young come miglior interpretazione pop solista.

Dissenso

Il riconoscimento al rapper Benito Antonio Martínez Ocasio è arrivato al culmine di una serata in cui moltissimi musicisti hanno espresso solidarietà per le manifestazioni contro le operazioni dell’Immigration Customs Enforcement (Ice), durante le quali in Minnesota sono state uccise due persone, Renee Good ed Alex Pretti.

Bad Bunny è stato una delle molte voci che dal palco hanno mandato segnali di dissenso nei confronti dell’amministrazione Trump: ritirando il premio per miglior album di musica urbana sul palco ha detto «Ice out», fuori l’Ice, e aggiunto «non siamo selvaggi, non siamo animali, non siamo alieni. Siamo esseri umani e siamo americani».

Già in passato l’artista  – che l’8 febbraio prossimo si esibirà durante l’halftime show del Super Bowl – era intervenuto nel dibattito pubblico sul tema dell’immigrazione. A fine dell’anno scorso aveva detto di non aver incluso date del suo tour negli Stati Uniti per il timore che i suoi concerti diventassero obiettivo di operazioni dell’Ice.

Quando è stato annunciato che il rapper si sarebbe esibito durante il Superbowl, la National Football League ha ricevuto critiche da diverse personalità di destra, tra cui anche membri dell’amministrazione Trump. La segretaria della Sicurezza interna, Kristi Noem, ha anche assicurato che l’Ice sarà presente al Super Bowl.

Gli altri discorsi

Nel corso della serata molti artisti si sono presentati con la spilla “Ice out” o “Be Good”, un omaggio alla donna uccisa a Minneapolis. Tra questi, Billie Eilish e il fratello Finneas O’Connell: ritirando il premio per Wildflower, Eilish ha detto «nessuno è illegale su terra rubata, dobbiamo continuare a combattere e protestare». Olivia Dean ha sottolineato di essere «nipote di migranti»: «Sono il prodotto del coraggio e queste persone vanno celebrate». Gloria Estefan ha invece parlato di politiche «disumane».

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