Un pezzo di storia del teatro è andato in fumo, in una manciata di ore, lasciando un vuoto difficile da colmare. Il Teatro Sannazaro, nel cuore di Napoli, inaugurato dal 1847, è stato distrutto da un incendio scoppiato alle prime luci dell’alba di martedì 17 febbraio. La “Bomboniera di via Chiaia” non era solo un teatro ma un archivio storico che ha accolto nomi illustri del teatro come Eduardo Scarpetta, Eleonora Duse, Sarah Bernhardt, Tina De Lorenzo, fino alle voci più contemporanee come Peppe Barra e Lina Sastri.

ANSA
ANSA
ANSA

La sua ricca stagione di teatro classico e contemporaneo era già sold out, sotto la direzione dell’attrice Lara Sansone. È lei l’erede di Luisa Conte, l’iconica attrice del teatro partenopeo che negli anni Sessanta, insieme al marito Nino Veglia scommise su questo spazio per regalare alla città un teatro di carattere popolare, radicato nella tradizione ma con uno sguardo ai giovani autori.

Proprio in questi giorni era in scena lo spettacolo “Cafè Chantant” di e con Lara Sansone, un varietà musicale e cabarettistico che ha origini nella Parigi della Belle Epoque, e che Napoli ha saputo adottare e reinventare. Il ricco cartellone, avrebbe ospitato, fino alla fine di maggio, spettacoli di teatro, cabaret e musica legate alla cultura partenopea e alla sperimentazione con Carlo Buccirosso, Peppe Barra, Pierpaolo Sepe, Filippo Giardina e molti altri. Il Teatro Sannazaro è anche Centro di Produzione Teatrale, con progetti per giovani e scuole. 

L’incendio del Sannazaro apre una sfida: far sì che la solidarietà si trasformi al più presto in un atto concreto. Come già accaduto per la Fenice di Venezia e il Petruzzelli di Bari, Napoli spera in una ricostruzione più rapida. Le voci di tanti personaggi del mondo dello spettacolo, da Marisa Laurito a Francesco Di Leva, Alessandro Gassmann, Leopoldo Mastelloni, Gianfranco Gallo e tanti altri si sono unite in un appello: ricostruzione immediata affinché la “Bomboniera di via Chiaia” possa tornare a risplendere in tempi brevi.

Abbiamo raggiunto Lina Sastri, profondamente legata a questo teatro che lo scorso novembre l’ha accolta nel suo cartellone con Lina e le altre, un percorso musicale napoletano, accompagnato da un’orchestra di dodici elementi tutta al femminile.

Questa tragedia può paradossalmente servire a ricordare alle istituzioni che il teatro va protetto quasi come una specie in via di estinzione?

È necessario proteggere l’arte del teatro oggi più che mai, scegliendo un teatro di qualità, senza livellarlo a prodotti meramente televisivi. Ciò che va difesa è l’unicità del teatro in un tempo in cui tutto è spersonalizzato. I teatri, in realtà, sono luoghi molto sicuri, ci sono sempre i vigili del fuoco a controllare che non accada nulla durante gli spettacoli. Questo pare essere stato un incidente: un corto circuito in un appartamento vicino e il fuoco si è propagato fino al teatro.

Che cosa rappresenta per Napoli questo teatro?

Le sue origini sono antichissime ma la sua anima più moderna la dobbiamo a Luisa Conte, attrice storica del teatro napoletano. È stata lei a far rivivere questo teatro e accogliere il suo pubblico che la amava molto. Alla sua morte è stato ereditato dalla nipote, l’attrice Lara Sansone che lo ha ristrutturato e gli ha dato una vita nuova, aprendo la programmazione al panorama nazionale. Il teatro era molto frequentato, perché è nel cuore della città, in via Chiaia.

Lina Sastri si è formata con i più grandi maestri del teatro partenopeo come Eduardo De Filippo, Giuseppe Patroni Griffi, e si è misurata con i più grandi registi del teatro internazionale come Luis Pasqual, ultimo erede di Strehler, e del cinema come Moretti, Avati e Tornatore. Che valore che ha per lei il teatro?

Il teatro è la mia vita. Il teatro è umanità, creatività. Bisogna entrarci per capire la magia che si scatena quando il sipario si spalanca su un mondo incantato e sconosciuto, una storia spesso imperfetta che non può essere paragonata all’intelligenza artificiale perché è fatta da esseri umani in carne ed ossa.

E la materia, lo spazio fisico del teatro che peso hanno quindi?

La materia passa, si ricostruisce, anche il teatro San Ferdinando di Eduardo De Filippo si incendiò e poi venne ricostruito. Tutto passa.

© Riproduzione riservata