Il rapper bolognese calcherà per la prima volta il palco dell’Ariston dopo il successo estivo con la hit Che gusto c’è di Fabri Fibra. La canzone in gara vuole essere un invito a cadere con consapevolezza: in amore, nel lavoro, nelle relazioni in generale. «A volte siamo bravi a sparire per non rischiare di farci male»
Prima partecipazione al Festival di Sanremo per il rapper bolognese Tredici Pietro con Uomo che cade. Il classe 1997 – dopo il successo estivo nel brano Che gusto c’è con Fabri Fibra – ad aprile aveva pubblicato l’album Non guardare giù conquistando la nona posizione nella classifica FIMI dei dischi più venduti in Italia.
Il rapper, all’anagrafe Pietro Morandi, ha all’attivo già tre album pubblicati in studio: Solito posto, soliti guai nel 2022 e il disco scritto a quattro mani con Lil Busso, Lovesick.
Il testo di “Uomo che cade”
L’imbarazzo che ci sarà tra noi due questa sera sarà bellissimo
Lo aspetto come l’ultima cena
Sarai bellissima ma è il minimo che aspetto da te
Sarà anche colpa del tuo aspetto
Ma di me non ho rispetto
E mi sporco
Sotto la pelle
Ho gli interni neri come una Mercedes
Tu ti sporchi
A restare con me e,
Chiusa in uno specchio,
C’è tutto il tuo riflesso e… e
Cambi forma
Alle parole
Come il fumo alle feste
Muovi tutto ciò che è attorno
Come un Dio della notte
Io per te potrei anche perdermi in un gioco di niente
Ma se ti farà male allora non pensare
Chiudimi la porta in faccia
Se rivedermi piangere un po’ ti rilassa
Dimmi che hai troppe
Cose da dire
Cose da fare
Fogli bruciare
Per rimanere ferma a guardare
L’uomo che cade, l’uomo che cade
Se solo tu
Se solo sapessi che voglio soltanto che resti
Andassi via
Di questi palazzi non vedo che spenti riflessi
Dalla città (dalla città)
Che non riposa mai (che brucia ormai)
Forse sapresti chi sei
Tu sei la fine del film
La grande esplosione
La notte che conquista il giorno un nuovo colore
Sei la lama
Trafitta
E io il tuo polmone
Ma se ti farà male allora non pensare
Chiudimi la porta in faccia
Se rivedermi piangere un po’ ti rilassa
Dimmi che hai troppe
Cose da dire
Cose da fare
Fogli bruciare
Per rimanere ferma a guardare
L’uomo che cade, l’uomo che cade
E faccio un’altra figuraccia
Come un bambino scivolato in una piazza
A volte siamo bravi a sparire
Per non rischiare
Di farci male
Se guardi su c’è un uomo che cade,
L’uomo che cade, un altro che cade
Se solo tu
Andassi via
Dalla città che fotte l’anima
Forse potresti sì forse puoi
Chiudermi la porta in faccia
Se rivedermi al Margine ti scioglie l’ansia
Dimmi che hai troppe cose da dire
Cose da fare
Fogli bruciare
Per rimanere ferma a guardare
L’uomo che cade, l’uomo che cade
E faccio un’altra figuraccia
Come un bambino scivolato in una piazza
A volte siamo bravi a sparire
Per non rischiare
Di farci male
Se guardi su c’è un uomo che cade,
L’uomo che cade, un altro che cade
Il significato
Il brano è un invito a buttarsi, metaforicamente, senza essere frenati dalla paura. Sbagliare fa parte del percorso di tutti. «A volte siamo bravi a sparire per non rischiare di farci male», canta il rapper bolognese. La canzone parla di una storia d’amore ma che alla fine è metonimica della nostra ansia di affrontare il nuovo che ci aspetta. «Chi segue i propri sogni è destinato a cadere e a farsi male, però va bene così – ha detto l’artista – , la vita è fatta soprattutto di cadute. I successi si contano sulle dita di una mano».
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