La deflagrazione vicino al gasdotto Trans-Balkan non ha fatto danni, ma ha aperto un caso: Sofia ha annunciato l’incontro per lunedì
Resta un mistero il drone esploso in Bulgaria vicino al gasdotto Trans-Balkan che collega la Turchia all’Ucraina. La deflagrazione non ha fatto danni, ma ha aperto un caso. Il premier bulgaro, Rumen Radev, ha inizialmente sostenuto che il drone era arrivato dalla Romania. «Una cosa è certa, trasportava una quantità significativa di esplosivi, considerando che è stato udito a distanza e ha prodotto una simile quantità di fumo nero», ha aggiunto il primo ministro.
Il governo di Bucarest ha però fornito una ricostruzione diversa. Secondo il ministero della Difesa romeno, i sistemi radar militari non hanno rilevato alcun velivolo diretto dalla Romania verso la Bulgaria. Nel tardo pomeriggio, poi, il governo bulgaro ha spiegato che il drone sarebbe uno di quelli usati dall’Ucraina.
Il ministero degli Esteri bulgaro ha quindi annunciato la convocazione per lunedì dell’ambasciatrice ucraina a Sofia, riportano i media britannici e internazionali. L’obiettivo è quello di ottenere un chiarimento, anche se l’esecutivo bulgaro ha già escluso l’ipotesi di un atto deliberato da parte di Kiev, che a sua volta l’ha subito negato.
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