Fare le cose diversamente, ma senza cambiare linea. Il cuore della riflessione post elettorale di Friedrich Merz sta tutta qua. Il cancelliere si è detto profondamente colpito dal risultato del voto in Sassonia-Anhalt, ma non ha intenzione di cambiare la propria strategia, né in termini di politica interna né estera. Ha ammesso, però, che si tratta della peggior sconfitta della Cdu negli ultimi decenni. 

«A 2.500 chilometri a est da qui, c'è una gioia particolarmente grande per questo risultato elettorale» ha detto nella sua conferenza stampa al Konrad-Adenauer-Haus nel giorno successivo al voto riferendosi a Mosca.

Il cancelliere ha spiegato che la sua politica di difesa della libertà dei tedeschi dalla Russia resterà la stessa nonostante il successo di AfD, che da tempo chiede la riapertura dei rapporti diplomatici e delle forniture energetiche a buon mercato che allevierebbero il peso che grava sull’economia tedesca. «Qualcuno dice che tatticamente non è stato furbo attribuire alla Russia la responsabilità dell’attacco di Lipsia» ha detto il cancelliere. «A me non importa, sentivo di doverlo fare» ha spiegato, commentando il tempismo del suo annuncio. La minaccia è «concreta», ha continuato Merz. 

Nessun cambio in vista

Per quanto riguarda la politica interna, Merz vede minacciata l’esistenza stessa del suo partito e della Spd: per tornare ad avere seguito nella popolazione, essere Volksparteien, partiti popolari, secondo il cancelliere sarà necessario convincere anche sul piano emotivo i cittadini della bontà della strategia politica e del corso di riforme proposto dal governo di grande coalizione. Lui stesso, messo di fronte al dubbio se non sia troppo poco empatico, ha ammesso che non è una persona che «mostra le proprie elezioni», ma vuole cambiare questo aspetto di sé. Non è nel novero delle cose il passo indietro: «Arrendersi non è un’opzione, dobbiamo migliorare tutti insieme» ha spiegato. 

Merz ha anche promesso che si prenderà a cuore l’incarico di difendere la Costituzione e farla applicare in tutti gli angoli del paese: un messaggio che vuole lanciare anche in Europa e nel resto del mondo. «Anche in Sassonia-Anhalt vale il Grundgesetz. E se sull’applicazione i Land hanno margine di manovra, le linee generali della nostra politica vengono decise a Berlino e le regioni sono vincolate dalla fedeltà alla linea del governo centrale» ha messo in chiaro il cancelliere.

Insomma, Berlino non lascerà mai il cuore del continente, in cui è ancorata saldamente: «Le nostre istituzioni sono solide e in grado di difendersi» ha spiegato, facendo riferimento esplicito alla responsabilità storica della Germania in Europa e nel mondo. 

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