Niente Bmw per i neonazisti. La casa automobilistica ha ritirato l’offerta di un contratto di leasing che aveva sottoposto al Parlamento della Sassonia-Anhalt dopo l’elezione del primo presidente di AfD, Tobias Rausch. Già da novembre, quindi, il neopresidente rischia di doversi spostare a piedi o con i mezzi: la Zeit scrive infatti che a quel punto la Serie 7 che gli avrebbe offerto la casa automobilistica bavarese così come l’aveva fatto con il suo predecessore non sarà più a disposizione. Per altro, non solo non avrà a disposizione un’auto nuova, ma dovrà anche restituire la vecchia, visto che la vettura in uso finora ha superato i limiti previsi dagli accordi dei contratti leasing. 

Rausch ha scritto una lettera di protesta a Bmw, lamentando «grande stupore e delusione personale» per la decisione. Per il presidente si tratta di un modo di procedere «che solleva dubbi». Si pone come rappresentante di un elettorato di cui fanno parte clienti e dipendenti del gruppo: «In futuro i rapporti commerciali delle aziende tedesche saranno decisi dalle convinzioni politiche degli interlocutori?» 

Ulrich Siegmund, il candidato governatore che a dicembre potrebbe diventare il primo ministropresidente di un Land tedesco ha già annunciato che se non dovessero trovarsi soluzioni si sposterà sul suo motorino Simson blu AfD, che l’ha accompagnato anche in tante occasioni durante la campagna elettorale ed è un simbolo dell’identità regionale della Germania est. 

L’amministrazione del Landtag si sta dunque preoccupando di un rimpiazzo, mentre Bmw non ha voluto commentare pubblicamente la vicenda. Si tratta però di una decisione in linea con i posizionamenti più recenti del gruppo con sede a Monaco: giusto qualche giorno fa l’ad Milan Nedeljković ha detto alla Faz che nazionalismo e populismo d’estrema destra sono «veleno per un luogo di produzione aperto al mondo che vive di commercio estero». Insomma, le proposte di AfD che tendono verso isolazionismo e chiusura non sarebbero nell’interesse della potenza produttiva della Germania. 

Non è la prima volta che AfD è vittima di boicottaggio: una banca berlinese ha chiuso un conto del partito su cui finivano i contributi dei sostenitori dopo una petizione organizzata dalle Nonne contro la destra, mentre alberghi e aziende di catering si sono rifiutati in più occasioni di ospitare eventi del partito. 

L’alternativa

Bmw era in ogni caso l’unica casa automobilistica che aveva presentato una proposta al Landtag. Mercedes e Audi non si sono nemmeno messe in gioco: la soluzione, però, potrebbe essere dietro l’angolo. AfD ha infatti un grande fan che, combinazione, produce anche automobili. Elon Musk ha addirittura partecipato a qualche manifestazione di campagna elettorale di AfD nel 2025: a ricordarsi degli amici è stata Beatrix von Storch, vicecapogruppo di AfD al Bundestag e una delle dirigenti più agguerrite del partito.

Non è andata per il sottile, ha impugnato il cellulare e ha scritto pubblicamente a Musk su X: «Secondo la Zeit, Bmw avrebbe ritirato la sua offerta di offrire una macchina dopo che il politico di AfD Tobias Rausch è stato eletto presidente del Parlamento della Sassonia-Anhalt. Elon Musk, Tesla sarebbe disponibile a offrire una macchina di servizio?» A quanto risulta, Musk non è arrivato in soccorso. 

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