La Farnesina convoca l'ambasciatore ungherese a Roma, Adam Kova'cs, per protestare contro le condizioni di detenzione di Ilaria Salis, da un anno in un carcere ungherese di massima sicurezza. E l'ambasciatore d'Italia a Budapest, Manuel Jacoangeli, protesterà ufficialmente con le autorità ungheresi. A scatenare la reazione del governo sono le immagini sconcertanti della nostra connazionale, maestra milanese di 39 anni, nell’aula di giustizia in cui è a processo con l’accusa di aver aggredito due manifestanti di estrema destra duranta la “giornata dell’onore”, una ricorrenza che riunisce ogni anno l’11 febbraio nella capitale ungherese migliaia di nostalgici di Hitler e del Terzo Reich. 
Salis è entrata in aula legata mani e piedi. Le catene legate tra loro a un cinturone, a sua volta attaccato a un guinzaglio tenuto dalle guardie penitenziarie, in giubbotto antiproiettile e passamontagna. L’imputata è rimasta così per tutto il tempo dell’udienza.

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«Mia figlia viene trattata come un animale», dice il padre, Roberto Salis. Il ministro Tajani invita l’Ue «a vigilare sui diritti». 

Davanti ai giudici si è dichiarata non colpevole dell’aggressione agli estremisti di destra, mentre uno degli altri due coimputati, entrambi tedeschi, si è dichiarato colpevole ed è stato condannato a 3 anni.

La procura per Ilaria ha chiesto invece 11 anni di carcere, la prossima udienza è fissata il 24 maggio.

«Adesso lo Stato italiano non può davvero più continuare a ignorare una situazione carceraria e processuale che vìola le nostre leggi», ha detto l'avvocato difensore Eugenio Losco. Anche perché «Ilaria si è dichiarata non colpevole e ha spiegato di non aver mai potuto leggere gli atti, che non le sono stati mai consegnati, e di non aver ancora visto le immagini su cui si fonda l'accusa. E quindi ha riferito di non poter presentare nessuna memoria, cosa che è ammessa nel processo ungherese». Per questo, ha insistito, «Ilaria deve essere trasferita ai domiciliari in Italia e il governo deve fare subito qualcosa perché questa situazione deve finire subito».

Secondo la magistratura ungherese gli imputati farebbero parte di un'organizzazione estremista di sinistra, formata in Germania e composta soprattutto da giovani che farebbero delle aggressioni a simpatizzanti di estrema destra la loro cifra.

In serata a Roma c’è stato un sit-in davanti all'ambasciata ungherese per chiedere il ritorno di Ilaria in Italia.

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