Un gruppo di studenti d’arte ha impedito ai turisti l’ingresso tramite l’iconica piramide del museo parigino “scusandosi” con i visitatori in un volantino in cui vengono spiegate le ragioni della protesta. I danni degli ultimi giorni vengono stimati in centinaia di milioni di euro dalle associazioni di categoria
L'accesso al Louvre è stato bloccato questa mattina da manifestanti «a sostegno» del movimento dei liceali: lo ha reso noto la direzione del museo. A impedire ai visitatori l’accesso è stato un gruppo di giovanissimi studenti delle scuole d'arte che si è schierato davanti alla piramide, che sarebbe dovuta essere aperta alle 9:00. I manifestanti tengono cartelli su cui si legge, in inglese: «I servizi pubblici francesi sono allo sfascio».
Il volantino
I ragazzi hanno anche preparato un volantino per spiegare ai turisti le proprie ragioni. «All'attenzione dei visitatori. Studenti e lavoratori francesi stanno lottando contro il loro governo e contro le sue politiche ostili ai servizi pubblici (perdita di posti di lavoro, tagli al bilancio, edifici fortemente degradati)» si legge. «Questa è un'azione per raggiungere i nostri obiettivi, poiché il governo non ha reagito alle proteste giovanili se non con una repressione violenta della polizia stiamo bloccando il museo più grande del mondo. Con la vostra presenza siete testimoni di questa azione politica organizzata dagli studenti».
I dimostranti, «per farsi perdonare» dei disagi, hanno anche inserito il codice QR «per ricevere informazioni sul museo del Louvre e sul biglietto». Si tratta degli ultimi sviluppi di giorni di scontri. Sono «oltre 2000» i negozi e le attività commerciali direttamente colpiti dalle violenze e dai saccheggi in Francia nel fine settimana. La Confcommercio francese lamenta già danni per «centinaia di milioni di euro».
Nel solo centro di Parigi, sono stati saccheggiati tra 300 e 400 negozi. A Marsiglia, la storica via dello shopping Saint-Ferreol è stata «devastata al 60 per cento» ha raccontato il presidente dell'associazione dei commercianti della città provenzale.
Intanto, dopo le parole del presidente francese Emmanuel Macron, continua l’assunzione di responsabilità della politica. «Questo fine settimana abbiamo incontestabilmente fallito» ha detto il ministro della Giustizia francese Gérald Darmanin. Darmanin ha comunque espresso sostegno al ministro dell'Interno Laurent Nuñez, nonostante le «lacune» nel mantenimento dell'ordine pubblico.
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