Da un’indagine condotta da Corporate Europe Observatory e LobbyControl emerge un aumento degli incontri da parte di Meta e Google con gli eurodeputati del gruppo Ecr, dei Patriots e delle Nazioni Sovrane. Nel mirino il Digital Omnibus: pressioni per indebolire le regole su privacy e intelligenza artificiale
Meta e Google si starebbero “alleando” con i membri di estrema destra del Parlamento europeo e vedono sempre più l’estrema destra come leva su cui fare forza per influenzare le politiche sul digitale: è un’accusa forte e precisa quella messa nero su bianco da Corporate Europe Observatory e LobbyControl in un dettagliato dossier che ha messo a confronto, articolo per articolo, il Digital Omnibus - la proposta presentata dalla Commissione europea lo scorso 19 novembre per una nuova legislazione in materia di digitale - e i documenti di lobbying di Google, Meta, Microsoft e delle associazioni di categoria a cui le aziende in questione sono associate.
Dal confronto è emerso un chiaro “allineamento” dell’Europa ai desiderata delle aziende americane. «Esiste una sovrapposizione allarmante tra i cambiamenti chiave proposti dal Digital Omnibus e le posizioni delle lobby delle Big Tech. Il Digital Omnibus è il più grande regalo di Natale che le Big Tech potessero desiderare -commenta Bram Vranken, ricercatore e attivista del Corporate Europe Observatory nell’appellarsi al Parlamento europeo affinché impedisca «che l'Omnibus distrugga i nostri diritti digitali».
Ma non sarà semplice perché la questione starebbe assumendo inedite sembianze. Secondo Felix Duffy, ricercatore e attivista di LobbyControl, «Meta e Google si stanno attivamente allineando con i membri di estrema destra del Parlamento europeo per indebolire le norme: uno sviluppo pericoloso. Soprattutto ora che le regole sono più importanti che mai per difendere la nostra democrazia».
Nel ricordare che la spesa annuale per le lobby del settore digitale è passata da 113 milioni di euro nel 2023 a 151 milioni di euro oggi, con un aumento del 33,6% in soli due anni, Corporate Europe Observatory e LobbyControl si sono concentrate sulle due questioni chiave nell’ambito del Digital Omnibus: la protezione dei dati e l’intelligenza artificiale.
Meno privacy, più spazio alle big tech
La Commissione europea è orientata verso una “rivisitazione” del Gdpr, il Regolamento sulla protezione dei dati, ma le modifiche proposte – dalla definizione di dati personali all'utilizzo dei dati per l'addestramento dell'intelligenza artificiale – secondo Europe Observatory e LobbyControl avranno conseguenze di vasta portata sui diritti delle persone e andranno a vantaggio del modello di business delle Big Tech basato sull'estrazione massiva di dati.
Ad esempio la proposta di modifica del testo dell'articolo 4 del Gdpr nel Digital Omnibus prevede che «le informazioni relative a una persona fisica non sono necessariamente dati personali per ogni altra persona o entità, per il solo fatto che un'altra entità può identificare tale persona fisica». Un assunto decisamente in linea con la posizione delle Big Tech. «Il settore chiede da tempo un maggiore utilizzo commerciale dei dati personali. In particolare, l'uso di dati anonimi e pseudonimi contribuirebbe a questo obiettivo», si legge nell’indagine in cui viene evidenziato quanto richiesto da DigitalEurope (che annovera tra i suoi membri tutte le Big Tech), ossia «chiarire che i dati pseudonimizzati non sono dati personali quando i destinatari non possono ragionevolmente reidentificare gli individui». E secondo quanto si legge nel dossier anche Microsoft Germania avrebbe fatto pressioni per indebolire la definizione in modo analogo.
Ancora, riguardo all’articolo 12 del Gdpr che attualmente prevede che chiunque può richiedere una copia dei propri dati personali a qualsiasi azienda o organizzazione che li detenga, la Commissione intende limitare questo diritto qualora una persona ne "abusi". «Il governo tedesco ha fatto pressioni per questo cambiamento», si legge nell’indagine in cui si aggiunge che «in un documento del 16 agosto 2025, Google ha invitato il governo tedesco a introdurre un'esenzione per sforzi sproporzionati al rispetto degli articoli 15-22 del Gdpr» e avrebbe anche proposto l’eventuale addebito di un contributo spese tenendo conto dei costi amministrativi sostenuti per fornire le informazioni.
L’addestramento delle intelligenze artificiali
E veniamo all’utilizzo dei dati personali per l'addestramento dell'intelligenza artificiale. Il Digital Omnibus introduce un nuovo articolo nel Gdpr che considera come “interesse legittimo” l'uso dei dati personali per l'addestramento dell'IA «qualora il trattamento dei dati personali sia necessario per gli interessi del titolare del trattamento nel contesto dello sviluppo e del funzionamento di un sistema di IA». E vengono anche attenuate le tutele sull'uso dei dati sensibili per l'addestramento dell'IA.
Per Europe Observatory e LobbyControl «questa è stata una delle massime priorità delle attività di lobbying delle big tech. Quasi tutte le associazioni di categoria (nel documento sono citate Ccia, DigitalEurope e Dot Europe, ndr) e le aziende hanno esercitato pressioni sia sulla Commissione che sugli Stati membri su questo tema».
Non solo: la Commissione intende rinviare l'attuazione di parte del Regolamento sull'IA di quasi un anno e mezzo. «Ciò significa dare alle Big Tech più di 12 mesi per continuare a immettere sul mercato sistemi potenzialmente rischiosi senza alcuna garanzia», si evidenzia nel documento.
L’alleanza fra big tech ed estrema destra
«Il lobbying sull’estrema destra sembra essere diventato una priorità particolare per Meta e, in misura minore, per Google. Mentre durante la precedente legislatura, Meta ha incontrato solo una volta un eurodeputato di estrema destra, durante questa legislatura ha già incontrato 38 eurodeputati del gruppo Ecr, dei Patriots e del gruppo delle Nazioni Sovrane. E l'Omnibus digitale è una priorità fondamentale in questi incontri», si legge.
Il documento specifica inoltre che nella settimana dell'8 dicembre 2025 «Meta ha incontrato quattro eurodeputati di estrema destra, la maggior parte dei quali ha menzionato l'omnibus digitale. Anche Google non ha esitato a incontrare eurodeputati di estrema destra. Pochi giorni dopo la presentazione del Digital Omnibus, il responsabile degli Affari Pubblici di Google Francia ha partecipato a una cena a Strasburgo organizzata da sei eurodeputati francesi del Rassemblement National, partito di estrema destra».
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