«Molto attento alle informazioni sull’incidente ferroviario di Rodalies a Gelida. Tutto il mio affetto e la mia solidarietà alle vittime e alle loro famiglie». Così il premier spagnolo Pedro Sanchez sul suo profilo X, dopo un secondo incidente ferroviario che, dopo l’Andalusia, ha colpito la Catalogna. 

Nel deragliamento di un treno regionale della linea R4, a causa di un crollo di un muro di contenimento, fra le località di Sant Sadurní d’Anoia e Gelida, in provincia di Barcellona, è morta una persona, il macchinista, e almeno 37 sono rimaste ferite. Cinque di loro sono in condizioni gravi,  sei meno gravi, 26 lievi. 

Secondo le ricostruzioni, il muro è caduto, probabilmente a causa delle piogge intense, sul primo vagone del treno regionale, dove viaggiava la maggior parte dei passeggeri che sono rimasti coinvolti. Il primo avviso dell’incidente è stato riportato alle 21.02 di martedì 20 gennaio.

Nelle stesse ore, sempre in Catalogna, c’è stato un altro deragliamento, a causa di massi caduti sui binari, ma fortunatamente senza vittime. Due incidenti che, dopo quello drammatico di Adamuz, hanno messo di nuovo in ginocchio la rete ferroviaria nazionale. 

In Andalusia

Intanto, nel primo dei tre giorni di lutto nazionale, il bilancio delle vittime nell’incidente ferroviario di domenica in Andalusia è salito a 42. Il quotidiano online ElDiario.es ha avuto accesso alla registrazione delle chiamate effettuate dal macchinista del treno Iryo, subito dopo l’incidente di Adamuz, in Andalusia. Il macchinista ha chiamato il centro di comando dell’Adif ad Atocha avvisando che si era verificato un incidente.

Dalla conversazione emerge che il conducente avrebbe inizialmente segnalato problemi tecnici, riferendosi a «un urto all’altezza di Adamuz». Durante la prima chiamata, il macchinista non sembra consapevole dello scontro con l’Alvia-Renfe. In un secondo audio il macchinista contatta nuovamente Atocha per confermare la gravità dell'incidente e chiedere di bloccare il traffico.

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