La premier Giorgia Meloni ha scelto il nuovo ministro del Turismo: sarà l’oramai ex sottosegretario alla Cultura Gianmarco Mazzi che intorno alle 10 del mattino del 3 aprile si è recato al Quirinale insieme alla capo segreteria del ministero della Cultura Rita Rubini per il giuramento di fronte al presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Poco dopo è arrivata anche Giorgia Meloni.

Mazzi sostituisce Daniela Santanchè, che aveva rassegnato – in polemica con la presidente del Consiglio – le dimissioni dal dicastero lo scorso 25 marzo. Dopo che Santanchè ha lasciato l’incarico, il ministero è finito sotto la gestione ad interim di Meloni insieme a Gaetano Caputi, capo di gabinetto a Palazzo Chigi.

Classe 1960, Mazzi ha alle spalle studi in giurisprudenza e una lunga carriera a fianco di artisti e cantanti. Vicino alle sorelle Meloni, attualmente è deputato di Fratelli d’Italia. Nei mesi scorsi Domani aveva raccontato di tensioni tra Mazzi e il ministro della Cultura Alessandro Giuli su diverse nomine e non solo. Tra gli episodi che hanno alimentato lo scontro c’è la vicenda del direttore d’orchestra filoputiniano Valerij Gergiev.

Reazioni

La nomina ha provocato diverse reazioni all’interno del centrodestra. «Auguri di buon lavoro al ministro Gianmarco Mazzi, perché ne avrà davvero molto», ha detto Carlo De Romanis, responsabile nazionale Turismo di Forza Italia. «Sono numerosi i temi da affrontare», ha aggiunto. Tra questi: la «riformulazione dell’imposta di soggiorno», la  «gestione del comparto ricettivo in maniera distinta tra grandi città ed aree interne del paese» e la «incentivazione dell'intermodalità nei trasporti».

Per il deputato di Fratelli d’Italia, Luca Sbardella, è «una scelta che conferma la volontà del governo di proseguire con determinazione lungo un percorso di valorizzazione del turismo italiano, leva strategica per la crescita economica, l’occupazione e la promozione della nostra identità nazionale nel mondo».

© Riproduzione riservata