«È questo che celebriamo il 25 aprile: la festa di tutti gli italiani amanti della libertà». Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha festeggiato la Liberazione dal nazifascismo a San Severino Marche. 

«Gli avvenimenti in queste terre, con la decisiva avanzata delle truppe alleate, segnarono la ricongiunzione all'Italia libera delle province centro-settentrionali cadute sotto il dominio hitleriano con i suoi zelanti complici fascisti» ha continuato nel suo discorso il capo dello Stato. 

«La Resistenza fu esperienza che ebbe a donare alla Repubblica personalità e classi dirigenti di spessore. Eminenti figure ebbero a compiere in queste terre scelte che, segnando la loro vita, avrebbero, nel contempo, segnato quella dell'Italia. Il sottotenente dei Carabinieri Carlo Alberto Dalla Chiesa, che operò, in quegli anni, a San Benedetto del Tronto e a Porto D'Ascoli. Un eroe della Repubblica. Enrico Mattei, protagonista dell'indipendenza economica e dello sviluppo nel dopoguerra della nuova Italia».

Le celebrazioni del 25 Aprile del Capo dello Stato sono iniziate in mattinata all'Altare della Patria, a Roma, dove si è recato a deporre una corona di alloro. Poi si è spostato nelle Marche.

Con lui a Roma, la premier Giorgia Meloni, i presidenti di Senato e Camera, Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana, il ministro della Difesa, Guido Crosetto

Stringato il commento della seconda carica dello Stato, che ha scritto sui social. «Oggi all’Altare della Patria con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e le Alte Cariche dello Stato per celebrare doverosamente la ricorrenza del 25 aprile».

La presidente del Consiglio in una nota ha celebrato la fine dell’«oppressione fascista» e richiamato, dopo giorni di tensioni tra palazzo Chigi e il Colle, le parole di Sergio Mattarella. «Oggi l'Italia celebra l'ottantunesimo anniversario della Liberazione. Il popolo italiano ricorda uno dei momenti decisivi della propria storia: la fine dell'occupazione nazista e la sconfitta dell'oppressione fascista, che aveva negato agli italiani libertà e democrazia» scrive Meloni. «Oggi celebriamo i valori scolpiti nella Costituzione repubblicana, che hanno permesso all'Italia di diventare quello che è e che le viene riconosciuto da tutti: una Nazione forte e autorevole, protagonista sullo scenario europeo e internazionale» aggiunge.

Matteo Salvini ha postato su X: «Contro ogni dittatura e ogni regime, nazifascista, comunista o islamista, ora e sempre. Per la libertà, ora e sempre. Grazie a chi ha donato la vita per salvare altre vite».

L’aggressione a Hallissey

Al corteo partito da Porta San Paolo, qualche tensione intorno a un gruppo di Radicali. «Siamo stati aggrediti da fascisti con le bandiere rosse: ci hanno picchiati e ci hanno spruzzato addosso spray al peperoncino». A pagarne le spese anche il presidente, Matteo Hallissey, soccorso dal 118.

«È inammissibile che in una giornata come questa gruppi violenti si approprino della piazza e decidano chi può farne parte o meno» ha detto poi all’Agi.

A Milano, invece, tensioni con i manifestanti pro-Pal. 

Schlein a Sant’Anna

Elly Schlein, invece, ha ricordato la ricorrenza a Sant'Anna di Stazzema (Lucca), teatro di un eccidio nazifascista. Prima della cerimonia, durante la quale la leader dem ha tenuto l'orazione finale, Schlein ha incontrato alcuni superstiti della strage del 12 agosto 1944, nella quale furono uccise 560 persone, insieme al sindaco di Stazzema Maurizio Verona.

Per la segretaria Pd, il 25 aprile «non è solo un momento in cui commemorare le stragi nazifasciste e chi ha fatto la Resistenza per consentirci di vivere in libertà e democrazia, ma anche per chiederci cosa possiamo fare noi per essere all'altezza di questo ricordo e di questa memoria, che va tramandata, va preservata, deve passare dalle scuole, dalla cultura».

«Il frutto del 25 Aprile - rileva allora Schlein - è anzitutto la nostra Costituzione antifascista, questo l'ha ricordato anche il Presidente Mattarella, e dobbiamo far vivere quella Costituzione ancora oggi, anche nelle parti in cui ancora non è attuata, in cui ancora alcune cittadine e cittadini la sentono distante».

Giuseppe Conte, invece, è a Napoli, dove è stata deposta una corona commemorativa davanti al monumento dedicato a Salvo D'Acquisto. Il leader M5s, dopo l’inno nazionale cantato con le altre autorità cittadine, si è unito al coro di Bella ciao partito dalla folla.

Più polemico Maurizio Landini. «La maggioranza parlamentare c’è, ma il referendum ha dimostrato che non esiste una maggioranza nel paese e nessuno ha dato al governo il mandato di cambiare la Costituzione» ha detto il segretario generale della Cgil a margine del corteo per la Festa della Liberazione.

«I membri del governo hanno giurato sulla Costituzione, dunque dovrebbero applicarla, non metterla in discussione. Noi non lo permetteremo in nome del popolo italiano ha aggiunto Landini la Carta va difesa partendo dall'affermazione dei diritti nel lavoro: l'articolo 1 dice che siamo una Repubblica fondata sul lavoro, non sullo sfruttamento o sulla precarietà».

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