Lo ha ricordato il Quirinale: questo ottantunesimo anniversario della Liberazione dal nazifascismo si celebra sotto il cielo cupo del conflitto internazionale e dell’instabilità politica.

Dopo l’impegno europeo di questi giorni, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni si appresta a celebrare il suo quarto 25 aprile come sempre all’insegna dell’istituzionalità. Sarà, come da tradizione, all’Altare della Patria a Roma, a depositare una corona d’alloro insieme al capo dello Stato, Sergio Mattarella.

Il minimo indispensabile per rispettare l’etichetta ma anche per non incappare in polemiche e imbarazzi sulle radici missine del suo partito e accuse di reticenza sui valori dell’antifascismo. Il capo dello Stato, invece, dopo la cerimonia si recherà a San Severino Marche, città medaglia d’oro della Resistenza, insieme al ministro della Difesa, Guido Crosetto.

Proprio in questa ricorrenza la simbologia è importante, e a spiccare sono anche le due agende antitetiche dei vicepremier: il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, parteciperà in mattinata alla cerimonia di deposizione della corona d’alloro al mausoleo delle Fosse Ardeatine e poi andrà a Ferentino, in provincia di Frosinone.

Un luogo scelto non a caso: qui sua madre è stata insegnante di liceo, e presso la Rotonda di Vascello depositerà una corona al Monumento ai caduti della Seconda guerra mondiale. Qui, fa notare il sito della Farnesina, «si ricorda con una lapide anche la figura di don Giuseppe Morosini, cappellano militare, entrato nella Resistenza antinazista dopo l’8 settembre e fucilato il 3 aprile del 1944 a Forte Bravetta», medaglia d’oro al valor militare «simbolo della Resistenza da parte di membri del clero e del sacrificio per la libertà».

Un modo preciso, quello del ministro degli Esteri, per celebrare l’antifascismo di matrice cattolica. E l’iniziativa è anche un modo per guardare al nuovo indirizzo di Forza Italia impresso dalla famiglia Berlusconi, che punta a tornare alle origini di partito liberale, affrancandosi dall’ombra di Fratelli d’Italia oltre che dalle intemerate leghiste.

Agende vuote

Spicca ancora di più, così, la scelta opposta dell’altro vicepremier, il leader della Lega Matteo Salvini, la cui agenda è rimasta intonsa fino all’ultimo, per poi comunicare che celebrerà la festa a Tavarnuzze, in provincia di Firenze, al Florence American Cemetery. Del resto, anche in passato Salvini si è ben guardato dall’associarsi alla festa della Liberazione, che nel 2025 ricordò parlando della «memoria dell’unione tra italiani e alleati nel nome della libertà».

Una scelta, la sua, differente rispetto a quella del fondatore della Lega morto il mese scorso, Umberto Bossi, che si è sempre dichiarato esplicitamente antifascista.

Vuote sono rimaste anche le agende della seconda e terza carica dello Stato. Il presidente del Senato, Ignazio La Russa (incappato nell’ennesima gaffe raccontando di aver in passato reso omaggio insieme, in segno di pacificazione, sia ai partigiani sia ai repubblichini di Salò), e il presidente leghista della Camera, Lorenzo Fontana, saranno all’Altare della Patria al fianco di Meloni, e, proprio come per la premier, questo sarà il loro unico impegno di giornata.

Proprio questa assenza di momenti celebrativi diversi da quello strettamente istituzionale fa emergere ancora una volta il distacco con cui il governo guarda alla celebrazione dei valori dell’antifascismo, un distacco più evidente proprio nell’anno in cui si celebrano anche gli ottant’anni della Repubblica.

La rappresentazione plastica è anche la frattura valoriale dentro il centrodestra, dove Forza Italia, quest’anno, ha scelto di distinguersi silenziosamente ma in modo evidente rispetto agli alleati. Forza Italia giovani Lombardia parteciperà alla manifestazione del 25 aprile a Milano, a testimonianza «dell’impegno delle nuove generazioni azzurre nel custodire i principi democratici».

Una scelta decisamente non scontata, che vedrà le bandiere degli azzurri sfilare insieme a quella dell’Anpi in una indiretta presa di distanza del partito milanese rispetto agli estremismi della destra, come già accaduto la settimana scorsa con il sit-in forzista contro la manifestazione sulla remigrazione dei Patrioti.

Sul fronte progressista, invece, ognuno si muove in autonomia. La segretaria del Partito democratico, Elly Schlein, sarà a Sant’Anna di Stazzema, luogo di uno dei più drammatici eccidi nazifascisti. I leader di Avs, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli, insieme al segretario di +Europa Riccardo Magi, invece, saranno al corteo dell’Anpi di Milano. Matteo Renzi ha scelto la sua Firenze, mentre il leader del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, è impegnato nel suo tour in Campania e così in mattina sarà a Napoli per partecipare alla commemorazione al monumento a Salvo d’Acquisto.

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