In queste ore Bloomberg ricostruisce i negoziati tra Stati Uniti e Italia circa la partecipazione del nostro paese come «membro fondatore» della cosiddetta «Forza Internazionale di Stabilizzazione per Gaza». Queste ricostruzioni vanno appaiate con gli annunci fatti da Giorgia Meloni stessa settimane fa, quando ancora le tensioni tra europei e statunitensi non avevano momentaneamente complicato i lavori su Gaza: la premier aveva infatti già preannunciato il coinvolgimento dei nostri carabinieri, vantando che se il piano fosse andato in porto saremmo stati «la prima nazione europea a dare un contributo concreto alla sicurezza nella Striscia».

A ben guardare, le ricostruzioni di Bloomberg combaciano con quanto la premier aveva già esplicitato, riguardo alle sue intenzioni per Gaza. Le ambiguità degli ultimi giorni sul board of peace vanno infatti lette nel contesto degli sviluppi negoziali tra amministrazione Trump ed europei, e cominciano a sciogliersi dopo la ritirata di Trump sui dazi. I lavori italiani sul coinvolgimento nei piani trumpiani per Gaza non si sono in realtà mai fermati.

Cosa aveva già annunciato Meloni

I riferimenti all’impegno italiano nella regione erano stati avanzati dalla presidente del Consiglio stessa già in sede di conferenza stampa annuale, il 9 gennaio.

In quella sede, Giorgia Meloni aveva annunciato che, dato il «tentativo di rendere effettivo il percorso di pace a Gaza – un’occasione che potrebbe non ripetersi, ma anche una tregua molto fragile – stiamo dando la disponibilità dei nostri carabinieri a formare le prime 50 forze di sicurezza palestinese in Giordania. E se ciò, come credo, si materializzerà – aveva proseguito la premier – saremmo la prima nazione europea a dare un contributo concreto alla sicurezza nella striscia».

Insomma Meloni non solo ambisce a stare nei piani trumpiani, ma da apripista europeo in quei piani. «L’Italia può giocare un ruolo unico e fondamentale, perché siamo rispettati da tutti gli attori in campo: da Israele chiaramente, ma pure dall’autorità palestinese come si è visto dalla partecipazione di Abu Mazen ad Atreju, e dai paesi del Golfo: ho partecipato come ospite d’onore al vertice del consiglio di cooperazione del golfo. Il rispetto di cui godiamo va utilizzato al massimo».

Cosa scrive ora Bloomberg

Questa versione meloniana, che vedeva i carabinieri impegnati per la «formazione di forze di sicurezza», combacia con quanto scrive nelle ultime ore Bloomberg: «A quel che si ricostruisce, gli Stati Uniti si sono rivolti all’Italia, cercandone la partecipazione come membro fondatore della International Stabilization Force for Gaza», la forza internazionale per la stabilizzazione di Gaza.

«Da quel che risulta a Bloomerg News, che ha fatto riferimento a fonti coinvolte nella discussione, ciò significherebbe uno sforzo coordinato internazionale per stabilizzare la regione».

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