Il decreto che certifica il nuovo gruppo che elabora le politiche di settore per il teatro, la musica, la danza reca nomi di tecnici (anche considerati vicini alla sinistra). Presiede il ballerino Sungani
Una scelta che ha fatto sollevare qualche sopracciglio, anche per le collocazioni politiche. Il nuovo consiglio superiore dello spettacolo – per cui non è previsto compenso – nominato dal ministro della Cultura Alessandro Giuli ha incuriosito parecchi osservatori: presidente sarà Mvula Sungani, già ballerino di Raffaella Carrà, poi coreografo d’esperienza.
Per quell’incarico era inizialmente circolato il nome di Nicoletta Brilli, più nota come Nancy, che però ha trovato comunque una collocazione nella compagine culturale, giusto qualche settimana dopo aver avuto la conferma del suo nuovo ruolo su Radio1, a Un giorno da pecora, dove ha sostituito Geppi Cucciari, pur non essendo nota per un graffio politico pari a quello della conduttrice sarda.
Tv e spettacoli
Ma l’attrice romana è molto stimata dal ministro del Turismo Gianmarco Mazzi, che più volte l’ha proposta per condurre serate alla “sua” Arena di Verona, dove la sua voce conta da sempre parecchio. Brilli in ogni caso è apprezzata anche a palazzo Chigi: di sicuro, il suo profilo è uno dei pochissimi seguiti da Giorgia Meloni su Instagram, in mezzo a capi di stato e compagni di partito.
Nella lista c'è anche Enrico Ruggeri, cantautore caro alla Lega, che nelle ultime stagioni gli aveva trovato anche uno strapuntino in Rai, dove conduceva Gli occhi del musicista, non rinnovato nel 2026. Per lui un premio di consolazione non indifferente. “Quota” Forza Italia invece Serena Autieri, altra conduttrice ben nota a viale Mazzini, anche per le sue improvvisazioni musicali, e presenza consolidata sui palchi del premio Biagio Agnes e a qualche evento degli azzurri. E ancora l’attore Alessio Vassallo, palermitano come il sottosegretario alla Cultura FdI Giampiero Cannella, a lungo vicesindaco e assessore alla Cultura della sua città.
A scorrere la lista, c’è poi Bruno Sconocchia, presidente di Assoconcerti e vecchia conoscenza di Mazzi: entrambi sono stati agenti di talent musicali, oggi si frequentano nei loro ruoli istituzionali. Altro ritorno, quello di Davide Rondoni: opinionista di Bar Centrale su Rai1, il poeta è un amico stretto di Angelo Mellone, direttore del Day time. Sul piccolo schermo ha dovuto fare posto a Francesco Giubilei, presidente della fondazione An, ma la ricollocazione è arrivata ben presto.
Ambienti alternativi
Dalla conferenza unificata di comuni e regioni arriva invece la designazione di Tommaso Sacchi, assessore alla Cultura del comune di Milano – quindi non esattamente un punto di riferimento del centrodestra – mentre colpisce un altro nome, quello di Luciano Argano. Del manager culturale storicamente legato al mondo della sinistra a destra non hanno infatti un buon ricordo, ma il suo nome sarebbe stato scelto personalmente da Giuli a partire da una rosa di tre proposte presentata dalle associazioni di categoria.
Altro habitué del mondo della sinistra e del management culturale targato Franceschini è il compositore Giorgio Battistelli, oggi presidente della Società Aquilana dei Concerti "Bonaventura Barattelli", che pure compare nella lista. Scelte che non sono passate inosservate da parte degli osservatori meloniani, che non esitano a ricordare come Giuli abbia una certa disinvoltura nel frequentare ambienti anche lontani dalla destra in cui è cresciuto culturalmente.
Capitolo a parte per Francesco Nicolosi, presidente della commissione consultiva per la Musica del ministero: nei lavori dell’organismo, però, l’ex direttore del Teatro Massimo Bellini di Catania si è dovuto astenere in tutte le riunioni verbalizzate quest’anno dal voto su alcune realtà culturali per i suoi rapporti con quegli enti. Ora lo aspettano nuove riunioni e probabilmente qualche altra astensione.
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