«Libere di essere» è il documento da cui nasce l’iniziativa del Coordinamento donne Anpi che si svolge a Roma il 22 e il 23 maggio. Due giorni di studio e riflessione su un diritto conquistato, dalle lotte “per il pane e per la pace”, e soprattutto sui diritti ancora da conquistare. Tamara Ferretti: «Bisogna fare i conti con il fatto che oggi gli stereotipi di genere vengono spesso rigenerati»
Una storia, ma anche un bilancio. Questo è l’intento esplicito del convegno «Donne: dal voto alla rappresentanza. Potere, modelli, linguaggi». Per Tamara Ferretti, responsabile del coordinamento nazionale donne dell’Anpi, l’associazione dei partigiani d’Italia che ha organizzato l’appuntamento, l’idea «è leggere e far vivere l’anniversario degli 80 anni della Repubblica, che cade quest’anno, alla luce delle conquiste e dei diritti che le donne sono riuscite a far valere, nella consapevolezza di una società in cui il modello sociale mantiene un’impronta patriarcale e maschilista. E anche che tra le disuguaglianze, quella di genere continua a gravare doppiamente sulla condizione delle donne. Una disuguaglianza non solo incostituzionale, ma che rappresenta anche una criticità democratica. Perché negli ultimi anni sono state proprio le donne – e i giovani – ad aver disertato maggiormente le urne».
L’appuntamento è per il 22 e il 23 maggio a Roma (al Palazzetto delle Carte geografiche, dalle 14 e 30 del primo giorno), «un incontro di ascolto, di messa in rete di tante competenze e di vissuti che, tutti insieme, proveranno a rappresentare le complessità dell’oggi e delle loro trasformazioni, dove gli stereotipi di genere permangono e spesso vengono riprodotti, generati e rigenerati».
L’iniziativa ha una lunga gestazione, spiega Ferretti, parte dal programma di lavoro del Coordinamento donne iniziato nel novembre 2023 con la presentazione di un documento intitolato «Libere di essere» e sottoscritto anche da Udi, Cif, Casa Internazionale delle donne, Coordinamenti donne di Cgil, Cisl, Uil e Udu.
La riflessione prende avvio «dalla prima straordinaria partecipazione delle donne italiane al voto fu un voto che le vide protagoniste nella scelta della Repubblica e nell’elezione dell’Assemblea Costituente. Ma il protagonismo era rinato nelle prime manifestazioni “per il pane e per la pace” che si svolsero in tante città italiane già qualche mese prima dell’avvio vero e proprio della lotta di Liberazione, dopo l’8 settembre ’43, che coinvolse le donne sia nella Resistenza armata che in quella civile».
Si parte dunque, spiega ancora Ferretti, «da una ricostruzione storica delle battaglie emancipazioniste e femministe per la conquista del voto per approdare agli stereotipi di genere in quelli che riteniamo gli spaccati di potere più rilevanti per l’oggi nel mondo della comunicazione, in quello della cultura e in quello del lavoro. Che a ben vedere, per le grandi concentrazioni monopolistiche in atto, sono parti delle stesse filiere».
Le risposte che le donne convocate provano a mettere in campo «stanno nelle tre parole di sempre: resistenza, resilienza e rinascita. Nel convegno saranno declinate con le parole uguaglianza, diritti, parità dell’articolo 3 della Costituzione. Una parità che faccia del linguaggio della comunicazione e delle nuove tecnologie gli strumenti di una nuova crescita generativa paritaria dei territori, della politica e della società».
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