Il Consiglio dei ministri ha approvato l’ennesimo pacchetto sicurezza, l’ultimo – per ora – tassello del mosaico securitario, questa volta nella forma del disegno di legge: «Disposizioni in materia di sicurezza e per la prevenzione del disagio giovanile, nonché di ordinamento, organizzazione e funzionamento delle Forze di polizia e del ministero dell’Interno». Una nuova stretta in risposta agli eventi di cronaca: di fronte ai conflitti sociali, che in questo caso hanno coinvolto giovani figli di genitori di origine straniera, la risposta è esclusivamente repressiva, non sociale.

Non è la prima volta che il provvedimento passa dal Cdm e, fino alla convocazione i ministri dell’Interno Matteo Piantedosi, delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini e dell’Istruzione Giuseppe Valditara si sono incontrati a Viminale per una riunione del Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica, per affinare gli ultimi elementi tecnici del ddl. Serviva «qualche affinamento, rifinitura», ha detto Piantedosi in mattinata.

Cosa prevede

La misura centrale e più discussa è tornata ad essere il fermo preventivo, ora esteso anche ai minorenni come spiegato dal capo del Viminale durante la conferenza stampa dopo il Cdm. Piantedosi ha infatti spiegato che «viene estesa la disciplina del fermo di prevenzione anche a soggetti minorenni rispetto ai quali, nel corso di operazioni di polizia destinati alla prevenzione di reati che turbino l’ordine pubblico in luoghi con consistenti afflussi di persone (ad esempio quelli della movida), possa sussistere un fondato motivo di ritenere le persone che pongono in essere condotte di pericolo per la sicurezza pubblica (come il caso di possesso di armi)». 

«La valutazione della pericolosità - ha aggiunto - potrà essere effettuata anche sulla base delle circostanze di tempo e di luogo e di elementi concreti, come il possesso di armi o di altri oggetti che possano essere considerati indicativi della pericolosità della persona».

Nei giorni scorsi ci sono state delle polemiche politiche tra governo e i sindaci dell’Anci sull’utilizzo degli agenti della polizia locale anche per compiere i fermi preventivi. Sulla questione, il ministro ha spiegato che «la norma già prevede che sia una prerogativa degli agenti di pubblica sicurezza e categorie di carattere funzionale nella quale sono ricompresi anche gli agenti di polizia locale si tratta solo di vedere l'estensione funzionale, ovvero le circostanze in cui può essere esteso il fermo preventivo, in caso anche dei minorenni per la movida, ma può riguardare qualsiasi agente di pubblica sicurezza, sia appartenente alle forze di polizia statale sia agente della polizia locale se specificatamente ordinati di fare quel tipo di servizio».

Tra le altre cose, il nuovo ddl prevede anche «l’introduzione di una nuova ipotesi di avviso orale da parte del questore con cui si dispone il divieto di aggregazione in circostanze tipo la movida che danno luogo a situazioni che costituiscono grave minaccia per l'ordine e la sicurezza pubblica».

È prevista anche una modifica al codice penale in materia di danneggiamento, con la possibilità di arresto differito in flagranza se compiuto in numero maggiore di 5 o più persone. E viene anche introdotta «una norma che consente la procedibilità d'ufficio del reato di lesioni personali nei confronti di pubblici ufficiali e agenti di polizia giudiziaria o di pubblica sicurezza nell'atto o a causa dell'adempimento delle funzioni». Fino ad ora, per questo tipo di reati era prevista la punibilità solo attraverso la querela di parte, ora invece viene estesa la procedibilità d’ufficio.

Un’altra norma è stata rivendicata anche dal vicepremier Matteo Salvini su X. «Stop ai risarcimenti per ladri e rapinatori colpiti durante i loro crimini. Dalle parole ai fatti, avanti Lega».

Il pacchetto è il secondo capitolo del provvedimento del 5 febbraio, che ha avuto il via libera della Camera ad aprile, in un modo che le opposizioni hanno considerato una mancanza di rispetto verso il Parlamento e uno sfregio alla Costituzione.

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