Un Consiglio dei ministri molto tecnico e poco politico, il primo dopo la débâcle referendaria e le dimissioni a raffica nel governo. Nel Cdm del 27 marzo è stato approvato l’atteso decreto fiscale, che contiene qualche passo indietro su norme che l’esecutivo aveva introdotto solo pochi mesi fa, con l’ultima legge di Bilancio.

Il decreto con disposizioni urgenti in materia fiscale ed economica rinvia la tassa da due euro sui pacchi di piccolo valore in arrivo dai paesi extra Ue e introduce un contributo, sotto forma di credito d’imposta pari al 35 per cento dell’importo richiesto, per le aziende che hanno presentato comunicazioni per investimenti. Il testo, che è già in Gazzetta ufficiale, è stato depositato in Senato.

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Un rinvio tecnico

Più nel dettaglio, il decreto legge stabilisce che l’applicazione del contributo sulle spedizioni di beni importati da paesi non europei con valore dichiarato inferiore a 150 euro è rimandata al 1° luglio prossimo. Da palazzo Chigi parlano di un «rinvio tecnico volto a consentire il completamento dell’adeguamento dei sistemi informatici dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli».

Quanto alla misura di sostegno che prevede un contributo, sotto forma di credito d’imposta, per le aziende che hanno presentato comunicazioni per investimenti, il governo avvierà nei prossimi giorni un tavolo di confronto con le categorie produttive interessate. L’obiettivo dichiarato è valutare, in sede di conversione del decreto, eventuali risorse aggiuntive.

Tra le altre novità contenute nel decreto c’è poi la modifica della decorrenza del nuovo regime Iva per le operazioni permutative, prevedendone l’applicazione ai contratti stipulati o rinnovati a partire dal 1° gennaio scorso. Fanno eccezione i comportamenti adottati in precedenza e non si dà luogo a rimborsi d’imposta.

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Micro misure

A completare il quadro c’è poi una serie di piccole misure a tema economico-fiscale. E a basso impatto politico. Si aggiornano i riferimenti normativi relativi al regime fiscale per i lavoratori impatriati, coloro che trasferiscono la residenza in Italia, con applicazione a decorrere dal periodo d’imposta 2027. Per i premi erogati agli atleti dilettanti, invece, viene fissata una soglia di esenzione dalla ritenuta alla fonte pari a 300 euro complessivi.

Novità anche per la Carta europea della disabilità, con l’autorizzazione di una spesa di 1,6 milioni di euro per garantirne la continuità del servizio di emissione per il 2026. Inoltre, il Comitato nazionale per l’educazione economica e finanziaria viene integrato con un membro proveniente dalla Guardia di finanza e si definiscono nuovi standard qualitativi, oltre alla possibilità di avvalersi di esperti e consulenti esterni.

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