«I trasferimenti sono attualmente in fase di preparazione», fa sapere a La Presse il ministro dell’Interno finlandese. Non sono stati rilasciati numeri su quanti siano i richiedenti asilo né se facciano riferimento a persone arrivate prima dell’entrata in vigore del nuovo Patto Ue
Germania, Svizzera, Vienna e ora Finlandia. Anche Helsinki ha annunciato che riprenderà verso l’Italia l’invio dei suoi richiedenti asilo dublinanti. «I trasferimenti sono attualmente in fase di preparazione», fa sapere a LaPresse il ministro dell’Interno finlandese, secondo cui il nuovo Patto Ue garantisce «la ripresa dei trasferimenti di richiedenti asilo verso l’Italia». Non sono stati rilasciati numeri su quanti siano i richiedenti asilo né se facciano riferimento a persone arrivate prima del 12 giugno, data di entrata in vigore del nuovo Patto Ue.
«Per la Finlandia – ha aggiunto – è importante che le norme sulla responsabilità per l’esame delle domande di asilo siano applicate come previsto e che tutti gli Stati membri dell'Ue rispettino le proprie responsabilità nell'ambito del Patto. Da parte nostra, restiamo impegnati a garantire l’effettiva attuazione delle procedure relative alla determinazione dello Stato responsabile». Insomma, da parte del governo di destra guidato da Petteri Orpo non ci sono concessioni.
La lista di paesi che inviano verso Roma i dublinanti si allunga di giorno in giorno. Il governo Meloni sta pagando il conto per il Patto Ue su migrazione e asilo approvato a giugno che non supera il tanto criticato regolamento di Dublino ma impone un nuovo meccanismo di solidarietà, ritrovandosi di fatto allo stesso punto di partenza di quattro anni fa quando il Viminale aveva interrotto in via unilaterale l’accoglienza dei migranti secondari provenienti dagli altri paesi.
Ma ora che il Patto è entrato in vigore e il sistema ha ripreso a funzionare. Il governo Meloni rischia di ritrovarsi migliaia di migranti in più nel suo territorio, numeri che macchiano le statistiche del cruscotto del Viminale sul calo degli arrivi – tanto decantate dalla maggioranza – e che espongono la premier alle critiche provenienti a destra da Vannacci.
Da dicembre 2022 a dicembre 2025, infatti, dai paesi membri erano arrivate circa 80mila richieste di accoglienza, tutte “congelate” dal governo. Ma ora alcuni paesi hanno intenzione di riprendere il flusso, come la Svizzera. La Confederazione ha detto nei giorni scorsi che invierà nei prossimi mesi anche i dublinanti arrivati prima del 12 giugno. In totale si tratta di circa 650 persone.
Reazioni
Da giorni le opposizioni hanno accusato la premier di aver spostato ancora più a destra l’Ue e ora ne paga le conseguenze. «La ricetta del governo si sta rivelando un boomerang per il nostro Paese, come era evidente a tutti tranne che a Palazzo Chigi, che ha scelto la strada della propaganda invece che quella della solidarietà e della condivisione tra Paesi europei, contro cui i sovranisti in questi anni hanno cannoneggiato mentre invece rappresentava il risultato di anni di sforzi e compromessi tra paesi europei proprio per una maggiore condivisione nella gestione dei flussi migratori», ha detto il segretario di + Europa Riccardo Magi.
Schengen
Dopo uno scontro con la Germania sui dublinanti, il governo non ha ancora reagito alle decisioni di Svizzera, Austria e Finlandia. Il rischio di uno scontro diplomatico con gli alleati è concreto, soprattutto per questioni propagandistiche così come accaduto con la Spagna. Proprio con Madrid Meloni ha deciso di mantenere i toni tesi, confermando fino al 31 agosto la sospensione del trattato di Schengen. Non ci saranno dietrofront, anzi, da Palazzo Chigi si fa largo anche l’ipotesi di aumentare ulteriormente il periodo di sospensione.
Sul caso si è espresso ieri uno dei portavoce della Commissione Ue, Markus Lammert. L’obiettivo generale rimane «lo spazio Schengen», ha detto sottolineando che questo richiede «frontiere esterne sicure» e un «sistema di solidarietà» e una «gestione della migrazione equa e rigorosa». L’Ue impartisce la linea dopo Ceuta, dove ieri circa duemila persone sono state trasferite dalla spiaggia a centri di accoglienza temporanea.
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