«La tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro trova il suo fondamento nei principi della Costituzione». Questo il messaggio scritto dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della 76ª Giornata nazionale per le vittime degli incidenti e inviato al presidente dell’Anmil (Associazione fra lavoratori mutilati e invalidi del lavoro) Amedeo Bozzer.

«Da essi – prosegue il messaggio – discende un dovere concreto: intervenire sui rischi prima che si traducano in incidenti, attraverso una prevenzione efficace, una formazione adeguata e misure di protezione capaci di ottimizzare, a questo scopo, i cambiamenti tecnologici e organizzativi del lavoro». Mattarella ha espresso anche un «commosso pensiero» rivolto «alle vittime degli incidenti sul lavoro e alle loro famiglie».

«Questa Giornata – conclude – richiama istituzioni e forze sociali a una responsabilità non eludibile: fare della prevenzione un’attività permanente, affinché nessun lavoro possa mettere in pericolo la vita di chi lo svolge».

Dati e numeri

Nel corso del 2025, in Italia, il fenomeno degli incidenti sul lavoro ha continuato a rappresentare una grave emergenza per la sicurezza dei lavoratori. Secondo i dati Inail, sono state registrate circa 600mila denunce di infortunio, con un aumento dell’1,2 per cento rispetto al 2024. Le denunce di infortunio con esito mortale sono state 1.198, pari a una media di oltre tre vittime al giorno.

Nonostante una diminuzione del 3,3 per cento dei casi mortali rispetto all'anno precedente, i numeri restano preoccupanti. I settori maggiormente colpiti sono stati l’edilizia, l’industria manifatturiera e i trasporti.

Questi dati evidenziano quanto sia ancora necessario investire nella prevenzione, nella formazione e nei controlli, affinché la sicurezza sul lavoro diventi una priorità concreta e ogni lavoratore possa tornare a casa sano e salvo.

Procura nazionale

In occasione della Giornata per le vittime sul Lavoro, Bozzer ha sottolineato la rivendicazione, portata avanti da Anmil, di istituire il reato autonomo di omicidio sul Lavoro nell’ordinamento giuridico italiano.

Un reato previsto dalla proposta di legge presentata alla Camera il 19 marzo del 2026 e ora in esame della Commissione Giustizia. «Non si tratta di giustizialismo, bensì di inaugurare una nuova era di giustizia sociale che merita basi solide volte a ritrovare la perduta fiducia nella capacità dello Stato di tutelare la sicurezza dei lavoratori», ha detto Bozzer.

«Un'era che finalmente restituisca dignità alla salute e sicurezza dei lavoratori attraverso l'istituzione di una Procura Nazionale del Lavoro, capace di accentrare e uniformare le indagini in materia superando la deleteria frammentazione territoriale vigente, e guidata da una squadra di magistrati esperti della vastità tematica che la sicurezza del Lavoro abbraccia».

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