Dieci anni. Sono passati dieci anni senza Giulio Regeni, il ricercatore italiano torturato e ucciso in Egitto nel 2016 e sulla cui morte aleggiano ancora ombre per via dell’ostruzionismo del Cairo. In occasione del triste anniversario, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha inviato un messaggio ai genitori di Regeni, Paola e Claudio, oltre che al sindaco di Fiumicello Villa Vicentina, Alessandro Dijust.

«Verità e giustizia non devono prestarsi a compromessi, a tutela non solo delle legittime aspettative di chiarezza dei familiari, ma a presidio dei principi fondanti del nostro ordinamento costituzionale e sociale e delle relazioni internazionali», ha scritto Mattarella. Il capo dello Stato ha poi aggiunto: «L’impegno di quanti, con dedizione, hanno operato e operano per corrispondere, in questa vicenda, alla sete di verità storica e giudiziaria merita rispetto e gratitudine». 

L’accusa all’Egitto

Poi, il presidente, che ha rinnovato la propria vicinanza alla famiglia Regeni e ha chiesto di fare «piena luce sulle circostanze e le responsabilità» della morte del friulano, ha guardato oltre il Mediterraneo: «La piena collaborazione delle autorità egiziane nel dare risposte adeguate alle richieste della magistratura italiana, per accertare i fatti e assicurare alla giustizia i responsabili, continua a rappresentare un banco di prova».

Quella di Regeni, osserva Mattarella, è stata «una vita ignobilmente spezzata». «A dieci anni dalla sua scomparsa – sottolinea ancora il capo dello Stato – ribadiamo le ragioni universali della giustizia e del rispetto dei diritti fondamentali dell’uomo, contro ogni forma di tortura. Il rapimento e il barbaro assassinio di Giulio, un nostro concittadino, rimangono una ferita aperta nel corpo della comunità nazionale».

La determinazione dei genitori

Ai genitori, Mattarella ha rivolto «un affettuoso pensiero», «colpiti dal dolore inconsolabile per la perdita di un figlio avvenuta per cause abiette e con modalità disumane». Paola e Claudio Regeni, secondo il presidente della Repubblica, sono degli «ammirevoli esempi di coraggio e determinazione nella ricerca della verità. Un’esigenza condivisa da tutti gli italiani e non solo».

Sempre in occasione dell’anniversario, i genitori, in un’intervista a Repubblica, avevano ricordato così il proprio figlio: «Giulio ci manca, da inimmaginabili e lunghi dieci anni. Ma ci sono tantissime persone che lo ricordano con affetto insieme a noi. Come diciamo spesso, Giulio fa cose. Anzi, continua da dieci anni a fare cose». 

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