Si è svolta in mattinata una riunione alla Farnesina, dove il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha incontrato in videocollegamento gli ambasciatori in Iran e della regione, per valutare l'andamento delle operazioni militari di Israele e Stati Uniti.

Il ministero ha anche creato la “Task Force Golfo”, che avrà lo scopo di sostenere il lavoro dell’Unità di crisi e delle ambasciate «per far fronte alle migliaia di richieste di assistenza delle migliaia di cittadini bloccati nei paesi del Golfo».

Il governo ha fatto sapere che si è creata una collaborazione con i governi del Golfo, che hanno offerto le loro linee aeree ai cittadini bloccati e stanno offrendo assistenza per alloggiare in albergo. «L'ambasciata negli Emirati e quella in Qatar sono riuscite a far spostare dagli aeroporti agli alberghi tutti i passeggeri in attesa», viene fatto sapere.

Al momento, tuttavia, non ci sono previsioni di riapertura degli aeroporti per rimpatriare gli italiani bloccati nelle regioni dell’area.

Per il ministro, in questo momento «è consigliabile rimanere» nei paesi del Golfo e in particolare a Dubai. «Alcune persone hanno provato ad entrare in Oman con un viaggio molto lungo. Bisogna essere molto prudenti ma sono circa cinque ore di viaggio sino alla frontiera» e «ora gli omaniti stanno chiudendo la frontiera per tutti coloro che non sono cittadini del Paese».

I bloccati

Oltre al ministro della Difesa Guido Crosetto, bloccato a Dubai con la famiglia, ci sono migliaia di italiani senza per ora prospettive di rientro.

Sempre a Dubai, infatti, sono bloccati anche 204 studenti italiani che erano lì per il programma "Dubai UN & Abu Dhabi Emirates 2026 - L'Ambasciatore del futuro", e con loro è in contatto il Ministero dell'Istruzione e del Merito.

Tanti sono anche gli italiani residenti negli Emirati, circa 20mila secondo i numeri forniti dal ministero, e molti sono anche i turisti ora bloccati tra Doha, Dubai e Abu Dhabi. In tutti gli aeroporti sono stati attivati dei desk, il ministero nella giornata di ieri ha comunicato a tutti di rimanere dove sono, non uscire «perché in questo momento ci sono rischi gravi, quindi prudenza e stare nei luoghi dove si è».

L’obiettivo è quello di far rientrare tutti in Italia il prima possibile, appena gli spazi aerei verranno riaperti.

Attualmente, la maggioranza dei voli in tutto il Medio Oriente sono stati cancellati. Iraq, Iran, Israele, Siria, Kuwait ed Emirati Arabi Uniti hanno annunciato chiusure almeno parziali nelle ore successive all’attacco. Anche altre compagnie tra cui Air France, Air India, Turkish Airlines, Norwegian, Air Algerie e Lufthansa hanno comunicato cancellazioni diffuse.

Il sito FlightAware ha indicato che nelle prime ore di oggi risultano oltre 19.000 voli in ritardo nel mondo e più di 2.600 voli cancellati.

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