C’è una parte di diaspora iraniana che, dopo l’attacco statunitense e israeliano contro il paese degli ayatollah, è scesa in piazza a Milano contro Khamenei e la Repubblica islamica, per festeggiare e sostenere il ritorno di Reza Chiro Pahlavi. Circa duecento persone, al grido Javid Shah (Lunga vita allo scià), con la bandiera della Persia, hanno esposto cartelli inneggianti allo scià e topi impiccati come simbolo per la Guida suprema Ali Khamenei.

Il ritrovo è stato al centro culturale Imam Alì di via Valsolda. «Questo è un centro religioso dove stanno festeggiando il mese del Ramadan, mentre il loro leader, Ali Khamenei, è responsabile dell’uccisione di centinaia di migliaia di nostri fratelli e sorelle in Iran», ha raccontato Mojdeh Karimi, vice presidente dell’Associazione Italia Iran, riporta l’agenzia Nova. 

Nel corso della manifestazione sono state bruciate immagini della bandiera della Repubblica islamica, poi usate per accendere delle sigarette, riprendendo il gesto simbolo dei manifestanti iraniani. Stappate bottiglie di spumante e distribuiti dolci.

«In piazza in Italia vediamo le manifestazioni contro gli attacchi» di Usa e Israele, «sicuramente lo faranno anche contro quello che succede in Iran. Però noi, popolo iraniano, siamo in piazza per ringraziare il presidente degli Stati Uniti e ringraziamo Bibi Netanyahu», ha aggiunto Mojdeh Karimi.

«Sicuramente sono un pochino preoccupato. Non perché gli israeliani e gli americani stanno bombardando, sono preoccupato perché stanno facendo una guerra contro un regime teocratico che non ha paura di niente, non ha vergogna di niente. Ha fatto vedere un massacro di oltre 40mila persone in due notti, in solo due notti», racconta invece Ehsan Najafi, che ha i genitori ancora nel paese e si dice preoccupato

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