La maggioranza prosegue dritta verso l’invio del testo in aula alla Camera il 26 di giugno, fissando per l’11 la data entro la quale presentare gli emendamenti. Lo farà anche lo stesso centrodestra, per correggere i punti ancora in dubbio di costituzionalità. Il Pd: «È caduta la maschera: la destra ha paura di perdere»
La corsa della legge elettorale verso l’approdo in aula alla Camera il 26 giugno procede di gran carriera, nonostante gli altolà delle opposizioni.
L’ufficio di presidenza della commissione Affari costituzionale della Camera ha adottato il nuovo testo base proposto dal centrodestra – già noto come Bignami bis – e ha dato tempo fino all’11 giugno per la presentazione degli emendamenti, che arriveranno anche dal centrodestra.
Il nuovo testo, infatti, presenta ancora profili di incostituzionalità come sono stati indicati dai costituzionalisti sentiti in audizione, ma la maggioranza ha ritenuto di non presentare una nuova versione. Piuttosto procederà con emendamenti mirati. Uno su tutti, per correggere la stortura dell’esclusione di Valle d’Aosta e Trentino-Alto Adige dal computo dei seggi per il premio di maggioranza.
«I tempi imposti dalla maggioranza sono francamente assurdi e confermano ciò che avevamo compreso fin dall'inizio: non c'è alcuna reale volontà di costruire un confronto serio con le opposizioni», ha detto Simona Bonafè, capogruppo del Partito democratico in commissione.
«Con una tabella di marcia così compressa è evidente che il dialogo è soltanto di facciata. È caduta la maschera: la destra ha paura di perdere e sta lavorando a una legge elettorale cucita sulle proprie convenienze e sui propri equilibri interni, non certo sulle esigenze del Paese e sulla necessità di rafforzare la qualità della nostra democrazia».
Di parere contrario il relatore Angelo Rossi di Fratelli d’Italia, secondo cui «abbiamo accolto molti elementi emersi dalle audizioni. Per noi è un impianto base che dà la garanzia di un risultato, non è vero che è fatto per la maggioranza perché il premio va assegnato solo a due condizioni: cioè sopra una certa soglia e che ci sia un voto di più degli altri» e «restano pochi elementi di criticità» su un testo «efficace e sicuramente coerente».
Durissima è arrivata la nota congiunta dei gruppi di opposizione: «Le continue compressioni dei tempi da parte della maggioranza rappresentano un'umiliante forzatura» cui «si aggiunge ora un ulteriore elemento di gravità: la nuova compressione dei tempi per la presentazione degli emendamenti. Una vera e propria privazione delle prerogative delle opposizioni, una tempistica inaudita e provocatoria che non consente di svolgere il proprio lavoro né di valutare seriamente l'impatto delle modifiche introdotte», hanno scritto tutti i capigruppo.
Secondo fonti di maggioranza, l’obiettivo in particolare di Fratelli d’Italia è di approvare la legge elettorale entro l’estate, con un passaggio lampo al Senato dopo il superamento degli ostacoli alla Camera. Anche senza interlocuzioni con le opposizioni, che il centrodestra accusa di arroccamento ideologico e indisponibilità al dialogo.
Cosa prevede il testo
La proposta Bignami bis porta al 42 per cento la soglia da raggiungere con sistema proporzionale sia alla Camera sia al Senato per poter ottenere il premio di maggioranza, che può portare a un tetto massimo di 220 seggi alla Camera e 113 al Senato. Vengono esclusi però dal conteggio gli eletti nelle regioni a statuto speciale Valle d’Aosta e Trentino-Alto Adige. Presente il nome del premier della coalizione al momento della presentazione delle liste e del programma condiviso, cancellati invece i ballottaggi.
I problemi maggiori riguardano proprio l’esclusione delle due regioni dal conteggio, insieme all’indicazione del candidato premier di coalizione e la presenza di un “listone” molto lungo che scatterebbe senza poter essere indicato interamente sulle schede.
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