Il governo mantiene il bonus mamme e aggiunge un mese al congedo parentale, mentre la conferma dei bonus edilizi dipende dalla trattativa con l’Ue. Per sostenere le famiglie, Meloni punta sulla cedolare secca all’1 per cento e sul «taglio strutturale» del bollo auto. Le misure per le imprese e il rebus banche
In questa scheda aggiorneremo le novità della manovra 2027 sul tema famiglie e imprese fino alla sua approvazione.
Una manovra modesta con una genesi lunga e complessa, tra la corsa al rialzo del prezzo dell’energia, le turbolenze dei mercati e la necessità di uscire dalla procedura d’infrazione Ue per deficit eccessivo. Il Consiglio dei ministri del 28 ottobre ha approvato il disegno di legge di Bilancio per il prossimo anno, l’ultimo della legislatura, che sarà poi trasmesso alla Camera per l’iter di approvazione, durante il quale sarà possibile qualche modifica.
Si tratta di una manovra dai tempi decisamente lunghi, con il governo che non ha rispettato il termine (non perentorio) del 20 ottobre per l’invio al Parlamento. Ritardi che sono dipesi dalle poche risorse a disposizione rispetto alle tante richieste dei partiti della maggioranza – con il consueto “assalto alla diligenza” del ministero dell’Economia – e dalle trattative con la Commissione europea per avere più margini di flessibilità sulla spesa.
In tutto la finanziaria vale circa 26 miliardi di euro. La voce più consistente riguarda le politiche per la famiglia e la spesa sociale, a cui sono destinate risorse pari allo 0,21 per cento del Pil, ossia 5 miliardi. Seguono la difesa con 4,6 miliardi, il sostegno alle imprese con 3,4 miliardi e gli investimenti nelle infrastrutture con 3,1 miliardi. Alla sanità sono destinati solo 2,4 miliardi, mentre gli interventi fiscali valgono 2,2 miliardi.
Tra casa e famiglia
La conferma dei bonus edilizi appare ancora condizionata all’esito del negoziato con l’Ue sull’applicazione della clausola di salvaguardia per l’energia. Certo il governo mira a evitare che a gennaio scatti una sforbiciata alle agevolazioni fiscali: senza una norma correttiva, la detrazione per chi rimette a nuovo la prima casa scivolerebbe dal 50 al 36 per cento (e dal 36 al 30 per cento per le seconde case), traducendosi in migliaia di euro di rimborsi persi anche per lavori ordinari come il rifacimento dei servizi o la sostituzione delle finestre.
Per scongiurare questo risultato, il ministero dell’Economia ha previsto una proroga delle quote attualmente in vigore, oltre a una detrazione al 75 per cento destinata agli interventi ad alta efficienza energetica, come l’installazione di pompe di calore e l’isolamento termico. Non ci sono invece dubbi sulla proroga del bonus elettrodomestici per il 2027. Analogamente, il governo ha confermato la proroga del bonus mamme fino a 720 euro l’anno e ha aggiunto un ulteriore mese di congedo parentale retribuito all’80 per cento
Affitti e primo acquisto
L’attenzione al comparto immobiliare si allarga poi al mercato delle locazioni e ai primi acquisti. La manovra prevede il dimezzamento della cedolare secca per chi affitta a canone concordato, una misura che abbasserebbe il prelievo dal 10 al 5 per cento (e all’1 per cento se si affitta ad under 35). Parallelamente torna in campo l’esenzione dal pagamento dell’imposta di registro, ipotecaria e catastale per gli under 36 anni intenzionati a comprare casa.
Nel pacchetto della legge di Bilancio entra inoltre la cedolare secca per gli affitti dei negozi fino a 300 metri quadrati, voluta con insistenza da Forza Italia ma che piace anche al partito della presidente del Consiglio. In futuro l’agevolazione includerà anche gli immobili commerciali con un’aliquota al 21 per cento, mentre sarà al 10 per cento nelle città metropolitane.
Abolito per sempre?
La manovra è anche un banco di prova per la madre di tutte le misure elettorali di questo fine legislatura: la cancellazione del bollo per auto e moto fino a 80 kilowatt, che era valida solo per il 2027. Il ddl amplia lo stop al bollo ai veicoli fino a 133 kW, ma solo per le famiglie numerose: nuclei con almeno quattro figli e proprietari di van da 6 a 9 posti. Il costo complessivo è di circa 40 milioni. La premier Giorgia Meloni ha poi annunciato «l’abolizione strutturale» del bollo sulle auto di piccola e media potenza, cioè per circa il 70 per cento dei veicoli.
Per le imprese
Un punto fermo della finanziaria è l’iperammortamento per le imprese, che si traduce in un aiuto alle aziende per specifici tipi di investimenti: «Sarà non solo prorogato ma ulteriormente rafforzato», ha confermato il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. È poi prevista una deduzione al 130-140 per cento per le imprese che assumono under 35, che sale al 180 per cento per l’assunzione di madri lavoratrici. Appaiono invece ancora incerti ulteriori finanziamenti nell’ambito della Zona economica speciale.
Non sorprende invece più di tanto la nuova proroga – l’ennesima – per la plastic tax e la sugar tax, versate allo Stato dai soggetti che operano lungo la filiera produttiva e commerciale ma che finirebbero per ricadere sui consumatori finali attraverso l’aumento dei prezzi. L’entrata in vigore di queste tasse viene rimandata di sei mesi, dal 1° gennaio al 30 giugno 2027.
Contributo dalle banche
Per quanto riguarda le coperture, la principale fonte di finanziamento della manovra è la clausola di salvaguardia nazionale per difesa ed energia. Dovrebbe poi andare in porto un contributo da banche e assicurazioni per 5 miliardi di euro, un intervento sui giochi da 700 milioni e tagli per i ministeri per circa 1,2 miliardi. Tutte fonti di finanziamento a cui il governo ha già attinto in passato.
A spingere per tassare gli extraprofitti è soprattutto il leader della Lega Matteo Salvini. Per raccogliere i 5 miliardi di euro previsti è allo studio un aumento della Tobin tax, l’imposta sulle transazioni finanziarie, e dell’addizionale Ires su banche e assicurazioni. La trattativa potrebbe comunque portare all’esenzione per i piccoli istituti locali. Per ora resta però la contrarietà dell’Associazione bancaria italiana, che ha ricordato come nel 2025 avesse già raggiunto un’intesa con il governo, impegnandosi a versare un contributo di 10 miliardi in tre anni.
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