Lui stesso ha postato sul profilo di X la foto del suo badge al forum: nome, cognome e sotto la dicitura “ministero dello Sviluppo economico dell’Italia”. Una foto che ha portato alla reazione del Mimit, prima della specifica dello stesso Geraci
Al Forum economico internazionale di San Pietroburgo c’è anche il governo italiano. Anzi no. Dalla cosiddetta “Davos russa” emerge un piccolo caso che coinvolge l’Italia. Michele Geraci, già sottosegretario al ministero dello Sviluppo economico ai tempi del governo gialloverde di Giuseppe Conte, è infatti in Russia per partecipare al forum di Vladimir Putin. Il che non è una sorpresa né una notizia: l’ex politico da tempo coltiva rapporti con Mosca, oltre che con la Cina.
La particolarità è un’altra. Geraci, infatti, girerà a San Pietroburgo come se fosse membro del governo italiano. Lui stesso ha postato sul profilo di X la foto del suo badge al forum: nome, cognome e sotto la dicitura “ministero dello Sviluppo economico dell’Italia”. Quindi come se fosse un rappresentante accreditato dall’esecutivo italiano, di un dicastero che tra l’altro non esiste più nel nome indicato. Ma questo è un dettaglio che non sarà colto da molti dei partecipanti, russi e non, del forum.
La reazione del Mimit
Le reazioni non si sono fatte attendere. Portando il ministero delle Imprese e del Made in Italy a rilasciare una nota chiarificatrice: «In merito alla partecipazione di Michele Geraci al Forum economico internazionale di San Pietroburgo Spief ‘26, il ministero delle Imprese e del Made in Italy precisa che Geraci non ha ricevuto alcun incarico dal Mimit e non interviene in sua rappresentanza. L’eventuale indicazione riportata sul badge è pertanto da ritenersi infondata e del tutto estranea al dicastero».
La risposta di Geraci
Perché allora Geraci si è presentato a San Pietroburgo come se fosse un membro attuale del governo italiano? È lui stesso che ha provato a chiarire, sempre sui social e attaccando i giornali che «si divertono a prendervi in giro con armi di distrazione di massa».
«Nel programma ufficiale e in tutta la comunicazione hanno scritto Min. Eco. Dev. con la corretta data (2018-19). Il badge non riporta le date e quindi potrebbe venir frainteso, ma quel ministero non esiste più, quindi anche qua il malinteso è marginale» dice Geraci. Malinteso marginale per coloro che sono talmente addentro la politica italiana per sapere il recente cambio del nome del ministero.
Poi la specifica: «In nessun modo io vorrei essere associato con nessun ministero, ministro o membro del governo Meloni, che ritengo un danno per l’Italia e per le relazioni con la Russia». L’ex sottosegretario, in fondo, le sue idee su come rapportarsi con Mosca le ha provate a mettere in pratica quando erano al governo Lega e Movimento Cinque Stelle. «La prossima volta gli suggerirò di usare solo Cav. della Repubblica o Ing. o altri titoli» ha aggiunto Geraci, chiosando: «Correggerò a penna il badge o lo nasconderò dentro la tasca del vestito».
© Riproduzione riservata

