Botta e risposta tra l’associazione dei magistrati contabili e il ministro delle Infrastrutture sulla bozza che andrà in cdm questa settimana. Secondo i primi, «il dl Grandi opere punta a sbloccare il progetto aggirando i rilievi di illegittimità già sollevati dalla Corte», per il segretario leghista «contestano il decreto ancora prima che ci sia»
Non c’è pace per il progetto del Ponte sullo stretto, bloccato dalla Corte dei Conti a fine 2025 lasciando al governo l’onere di risolvere i punti problematici fatti emergere dai magistrati contabili. A oggi un nuovo atto ufficiale non è stato reso noto, ma l'Associazione Magistrati della Corte dei Conti ha voluto già esprimere «forte preoccupazione per lo schema di decreto-legge sulle cosiddette Grandi opere, attualmente in preparazione, che punta a sbloccare il progetto del Ponte sullo stretto aggirando i rilievi di illegittimità già sollevati dalla Corte».
Poi entra nel merito, facendo riferimento a una bozza che, se approvata, «prevederebbe l'emanazione di una nuova delibera CIPESS ma svuoterebbe di contenuti il controllo di legittimità della Corte dei conti, precludendo le necessarie verifiche sugli atti correlati e presupposti, peraltro in deroga al regime recentemente introdotto dalla l. n. 1/2026. Inoltre, il decreto introdurrebbe un ulteriore scudo per escludere la responsabilità per colpa grave anche in caso di danni alle finanze pubbliche».
In sostanza, il governo starebbe tentando di ottenere il visto di legittimità aggirando invece che rimuovendo le violazioni di legge che la Corte dei Conti aveva evidenziato.
La risposta del ministero delle Infrastrutture è arrivata con una battuta del ministro Matteo Salvini, a margine dell’inaugurazione di un cantiere nel bellunese per le Olimpiadi. «Incredibile come qualcuno contesti i contenuti di un decreto senza che il decreto ancora esista», ha detto, aggiungendo che questo «mi fa venire il dubbio che qualcuno pregiudizialmente non voglia il Ponte».
In realtà una bozza di decreto esiste ed è stato lo stesso ministro a dire che verrà portata in consiglio dei ministri mercoledì 28 gennaio. Dunque su quella vertono le considerazioni dell’associazione dei magistrati contabili.
© Riproduzione riservata


