Il Piano ha permesso di potenziare anche la vendita di prodotti editoriali della rivista dell’ex ministro delle Riforme, diventato negli anni uno dei punti di riferimento culturale dei conservatori italiani: 40mila euro per i contenuti e l’e-commerce
Questo articolo fa parte di “Razza Poltrona”, la rubrica di Domani, a cura di Stefano Iannaccone, che svela i retroscena del palazzo e racconta gli angoli nascosti del potere
Una (Magna) Carta più digitale con i fondi del Piano di ripresa e resilienza. Il Pnrr ha permesso di potenziare anche la vendita di prodotti editoriali della rivista di Gaetano Quagliariello, già ministro delle Riforme (in quota Forza Italia) del governo Letta ed ex parlamentare del Pdl, diventato negli anni uno dei punti di riferimento culturale dei conservatori italiani, nonostante i progetti politici portati avanti (l’ultimo con Giovanni Toti) siano naufragati. Poco male. Intanto la fondazione Magna Carta, presieduta proprio da Quagliariello, ha ricevuto circa 40mila euro dalle risorse del Pnrr, nell’ambito degli stanziamenti in dotazione del ministero della Cultura.
La prima selezione del progetto risale alla gestione del Mic di Gennaro Sangiuliano. I motivi del finanziamento sono la produzione di contenuti editoriali del sito e l'implementazione della piattaforma di e-commerce dell’Occidentale, la rivista online fondata e diretta dall’ex esponente di Forza Italia, dove porta avanti le battaglie culturali care alla destra. Dalla sua area politica proviene la ministra della Famiglia, Eugenia Roccella, che con Quagliariello ha condiviso la traiettoria politica: prima radicale, poi passata sotto le insegne berlusconiane.
«La Fondazione ha partecipato ad un Bando Next Generation EU per l'erogazione di contributi a favore di soggetti operanti nei settori culturali e creativi e nello specifico è risultata beneficiaria di un contributo per la realizzazione di un programma per la transizione digitale», spiegano gli uffici di Magna Carta, interpellati da Domani. In realtà l’obiettivo era ottenere uno stanziamento più corposo, 59mila euro, per un progetto che ne costa 72mila.
La fondazione di Quagliariello ha “dovuto accontentarsi” di 39.443 euro. Risorse che sono più della metà del necessario e che hanno comunque garantito uno sviluppo digitale e commerciale alla fondazione che nel comitato scientifico per l’economica conta – tra gli altri – sulla presenza di Gaetano Caputi, capo di gabinetto di Giorgia Meloni.
Del resto non è la prima volta che Magna riceve fondi pubblici, al di là di quelli previsti dal ministero della Cultura: tra il 2024 e il 2025, infatti, la fondazione di Quagliariello ha beneficiato di 120mila euro da Palazzo Chigi (attraverso la struttura di missione sugli anniversari nazionali) per la realizzazione della mostra “vita futurista”. Più di recente, invece, l’Anci ha siglato un contratto di 23.500 euro con Magna Carta per un ciclo di lezioni.
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