Nel cda del 18 giugno sarà decisa la sostituzione di Giuseppe Carboni, direttore del canale dedicato all’attività parlamentare. Al suo posto la vice Francesca De Martino, considerata gradita a FdI
Manovra espansiva di Fratelli d’Italia in Rai all'alba dell’ultimo anno di legislatura. I Fratelli hanno intenzione di approfittare della nomina in scadenza di Giuseppe Carboni a RaiParlamento per sostituirlo in occasione del Consiglio d’amministrazione in programma per il prossimo 18 giugno. L’ex direttore del Tg1 è anche in causa con la Rai, ragione ulteriore dal punto di vista della destra per allontanarlo, oltre al fatto che non è lontanissimo dalla pensione. In primo grado, per altro, Carboni ha vinto, ma l’azienda è intenzionata a fare ricorso.
La scelta
Per altro, è il ragionamento che filtra dai Fratelli Rai, si tratta di una testata in mano all’opposizione, quindi nessun partner dell’alleanza dovrebbe risentirsi della scelta. Al posto di Carboni dovrebbe arrivare dunque la vice Francesca De Martino, storico volto della testata, dove una volta lavorava anche Paolo Corsini, oggi direttore degli Approfondimenti, allora caporedattore responsabile dei telegiornali, sempre dirigente in quota Fratelli d’Italia. Alla sua cordata viene collegata anche De Martino, raccontata come gradita a via della Scrofa. Dai piani alti dell’azienda si sottolinea come si tratti di una vicedirettrice giovane, cresciuta dento alla testata.
Cade così un’altra testata di garanzia, che insieme a Rainews, rimasta a Fratelli d’Italia anche dopo la vittoria alle elezioni nazionali, rappresentava la “quota opposizioni” nell’organigramma delle direzioni.
Per il resto, in riunione è previsto il rinnovo dei vertici di Raicom e Raicinema: per entrambe le controllate sono previste scelte di conferma, almeno temporanea, come nel caso della società di produzione, sempre negli occhi dei meloniani. Mentre al Tg2 dovrebbe restare Antonio Preziosi. Resta invece aperta la questione della casella del direttore generale: l’opzione Simona Agnes resta in campo, sostenuta ovviamente da Forza Italia.
Sarebbe arrivata la benedizione anche da Fratelli d’Italia e dalla Lega, con l’eccezione di Alessandro Morelli, referente editoria del partito, che continua ad accampare diritti sull’incarico, che nella spartizione originaria del bottino Rai quando è stato rinnovato il Consiglio d’amministrazione nel 2024 sarebbe dovuto andare al Carroccio. Il motivo sottostante riguarda più l’incomunicabilità tra il presidente facente funzione, il consigliere anziano in quota Lega Antonio Marano – considerato da Morelli e i suoi troppo indipendente dal partito – e il responsabile vicino a Matteo Salvini. Rinunciando alla casella del dg, Morelli finirebbe definitivamente fuori dai giochi.
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