Una comunicazione per richiamare la decisione del vicedirettore degli Approfondimenti e conduttore di Report di attaccare il ministro della Giustizia (che ha replicato nella stessa puntata)
La Rai ha inviato a Sigfrido Ranucci una lettera di richiamo per le dichiarazioni fatte dal giornalista nell'ultima puntata di È sempre Cartabianca, su Rete4, sul ministro della Giustizia Carlo Nordio.
L'azienda contesta al conduttore di aver diffuso una notizia non verificata come da lui stesso ammesso. Inoltre Ranucci, secondo la Rai, era autorizzato esclusivamente a presentare il suo libro e non a partecipare a discussioni di attualità in una trasmissione concorrente. Infine nella lettera si precisa che non verrà fornita alcuna tutela legale qualora il ministro dovesse adire le vie legali.
Ranucci ha risposto su Facebook: «Prendo atto di quanto riporta l'Ansa, che da ottima agenzia ha avuto la notizia prima che mi venisse comunicata personalmente la decisione dell'azienda. Tuttavia non ho timori di affrontare in giudizio il Ministro della Giustizia, che è anche colui che è custode dell' Albo dei giornalisti. Sul resto, ci sono cose che hanno un prezzo altre che hanno un valore. E per me la libertà di informazione è un valore inalienabile dell'umanità».
Ranucci in trasmissione ha detto che una sua fonte gli avrebbe riferito di aver visto il ministro Nordio nel ranch di Cipriani in Uruguay. Nel corso della puntata aveva poi chiamato il ministro stesso per smentire la notizia: «Non esiste al mondo. Ma figurarsi se sono andato lì. I miei spostamenti sono tutti documentati, era una missione ufficiale di tre giorni in Argentina e in Uruguay uno o due anni fa. C'è un limite a tutto, anche a questo degrado morale e mediatico».
Non è la prima volta che Ranucci viene richiamato: la Rai aveva mandato una raccomandazione al conduttore per una sua partecipazione a Otto e mezzo che secondo viale Mazzini non era stata autorizzata.
Il Movimento 5 stelle è intervenuto per difendere Ranucci: «Non c’è stato alcuno scoop venduto come verità assoluta. Non ha accusato nessuno. Non ha costruito sentenze. La parte più indegna e grave è quella in cui la Rai scrive nero su bianco che non fornirà alcuna tutela legale qualora il ministro decidesse di agire. È un messaggio devastante: la negazione stessa del servizio pubblico. È un atto di intimidazione interna che non ha precedenti recenti per brutalità. La Rai deve tornare indietro» si legge in una nota dei parlamentari Cinque stelle in commissione di Vigilanza Rai.
Sulla stessa lunghezza d’onda i colleghi del Pd: «Chiediamo chiarimenti ai vertici Rai per la lettera di richiamo al giornalista Ranucci, il quale con estrema professionalità porta avanti le sue inchieste giornalistiche, sempre nel rispetto della piena trasparenza e con estremo coraggio, nonostante le numerose intimidazioni ricevute, di cui addirittura un attentato bomba» scrivono in una nota.
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