L’ad della Rai si è detto disponibile a venire in commissione Vigilanza Rai, bloccata ormai da un anno e mezzo. La presidente l’aveva già convocato, ma l’attività è ferma perché la maggioranza non vuole votare su Agnes
Giampaolo Rossi è disposto a essere audito in commissione Vigilanza Rai. A dirlo è l’amministratore delegato stesso, che in audizione in commissione Cultura ha spiegato che per ora nessuno l’ha chiamato: «Sulla presenza in Commissione di Vigilanza, dipende dalla Commissione. L'Ad deve essere formalmente invitato. Accetto con simpatia l'invito, ma più che un invito deve esserci una convocazione» ha detto. La convocazione, in realtà, c'era stata a cavallo dell’ultimo Sanremo, a febbraio 2025: Rossi non aveva però mai fatto seguito – e resta ad oggi alla guida della televisione pubblica senza essere mai stato ascoltato dal parlamento – a causa del blocco della commissione per evitare la votazione sulla presidente in pectore del Consiglio d’amministrazione Simona Agnes.
L’organismo è infatti boicottato dalla maggioranza e non si riunisce da un anno e mezzo: niente audizioni, niente discussione di casi all’ordine del giorno, niente lavori sulla riforma della governance che pure la maggioranza aveva messo in lavorazione dopo l’entrata in vigore del Media Freedom Act, che andrebbe recepito dalla normativa italiana e che prevede una separazione del servizio pubblico dalla politica. Per aggirare il blocco la presidente Barbara Floridia aveva provato a far leva su una convocazione emergenziale a partire da una procedura eccezionale prevista dal regolamento parlamentare, ma la maggioranza ha bloccato la manovra citando Floridia davanti alla Giunta per il regolamento del Senato.
Dopo le parole di Rossi, la presidente torna a parlare anche di questo stallo: «Procederei anche oggi alla convocazione in Vigilanza di Giampaolo Rossi, come da lui stesso auspicato durante l'audizione di questa mattina in commissione Cultura alla Camera, se non fosse che, quando ho provato a farlo, la maggioranza ha bloccato tutto rinviando la questione alla Giunta per il Regolamento».
Insomma, la situazione rimane bloccata e non sembra esserci all’orizzonte la possibilità che qualcosa cambi a breve. Nonostante l’apparente disponibilità di Rossi.
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